Nuova bufera occupazionale nel settore della logistica. La multinazionale spagnola Logista ha aperto una procedura di licenziamento collettivo che colpirà tredici dei quindici lavoratori impiegati nelle sedi tra Aprilia e Genova. Nel dettaglio, il provvedimento riguarda sei dipendenti su sette per il sito ligure e sette su otto per quello laziale, lasciando i due stabilimenti di fatto azzerati. I lavoratori coinvolti si occupano della gestione dei magazzini per prodotti destinati principalmente alle tabaccherie, a esercizi commerciali e a una nota multinazionale dolciaria. La decisione ha incassato l’immediata e dura reazione dei sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, sia territoriali che regionali, che hanno fatto fronte comune per denunciare l’operato del gruppo iberico. I rappresentanti dei lavoratori temono che l’azienda voglia replicare quanto già avvenuto in altri territori, puntando a chiudere i siti liquidando il personale con le tutele minime di legge, senza offrire reali tutele o percorsi di ricollocamento.
I sindacalisti hanno espresso tutta la loro preoccupazione per l’ennesimo colpo inferto all’economia locale, puntando il dito contro le logiche dei grandi gruppi internazionali. “Siamo di fronte all’ennesimo dramma industriale che colpisce il nostro tessuto produttivo e sociale – denunciano i sindacalisti –. Le decisioni strategiche vengono prese in Spagna, lontano dai territori e senza alcuna responsabilità sociale per le ricadute locali. L’esperienza dei magazzini già dismessi in altri territori dimostra che l’azienda punta a chiudere la partita applicando solo il minimo previsto dai piani sociali, senza reali prospettive di ricollocamento”.
Le sigle sindacali, oltre a manifestare la piena solidarietà ai dipendenti, hanno lanciato un appello urgente alla politica per chiedere un tavolo di confronto e bloccare i licenziamenti, evidenziando la necessità di proteggere il sistema produttivo nazionale da continui ridimensionamenti. “Non possiamo permettere che i lavoratori diventino semplici numeri su un bilancio estero – dichiarano i sindacalisti –. È necessario accendere subito i riflettori su questa ennesima chiusura e monitorare la situazione passo dopo passo. Nell’esprimere la totale solidarietà e vicinanza a tutti i dipendenti coinvolti chiediamo con forza alle istituzioni locali e regionali di intervenire per tutelare i posti di lavoro e fermare questa continua desertificazione industriale in Italia e sul nostro territorio”.









