Alcuni messaggi WhatsApp dal contenuto ambiguo e potenzialmente truffaldino, apparentemente riconducibili ad Acqualatina, stanno generando preoccupazione tra numerosi utenti del servizio idrico pontino. A segnalarlo è l’associazione Codici, che nella serata di ieri ha inviato una nota all’amministratore delegato di Acqualatina, Patrizia Vasta.
Secondo quanto riferito dall’associazione di tutela dei consumatori, diversi cittadini avrebbero ricevuto messaggi con il seguente testo: “AT per ACQUALATINA: Gentile Cliente, Le chiediamo di contattarci al n. 0350051100 per comunicazioni amministrative che la riguardano”. Un contenuto che, per modalità e formulazione, può facilmente essere interpretato sia come autentico sia come potenzialmente fraudolento, soprattutto alla luce del crescente numero di tentativi di truffa veicolati quotidianamente attraverso messaggi e chiamate apparentemente regolari. Proprio per questo Codici ha chiesto chiarimenti all’amministratore delegato di Acqualatina, ritenendola la figura più idonea a fare luce sulla vicenda e a chiarire se tali comunicazioni siano riconducibili al gestore del servizio idrico o possano risultare lesive per i destinatari.
Anche nell’ipotesi in cui i messaggi non avessero finalità dannose, l’avvocato Carmine Bottoni, responsabile dell’associazione, ha evidenziato alcune criticità. In primo luogo, secondo Codici, non sarebbe consentito inviare comunicazioni agli utenti tramite messaggi non cartacei, che dovrebbero invece rappresentare la modalità ordinaria di contatto. In secondo luogo, anche qualora la società mittente fosse in possesso di una specifica autorizzazione da parte di Acqualatina, autorizzazione della quale è stata chiesta formale conoscenza, tale modalità comunicativa non apparirebbe in linea con le disposizioni dell’Arera. Il rischio, sottolinea l’associazione, è duplice: da un lato il cittadino, temendo una truffa, potrebbe ignorare il messaggio e perdere informazioni eventualmente importanti; dall’altro potrebbe essere indotto a contattare il numero indicato, attivando una procedura potenzialmente foriera di conseguenze economiche negative.
Alla luce di queste considerazioni, Codici ha chiesto ad Acqualatina di diffondere una nota informativa per prendere le distanze dal messaggio qualora non fosse stato concordato con il gestore del servizio idrico, oppure di intervenire nei confronti della società mittente affinché venga interrotta tale forma di comunicazione, privilegiando esclusivamente modalità ordinarie e trasparenti, come l’invio di comunicazioni cartacee o, se necessario, di raccomandate con ricevuta di ritorno.









