Offshore al Circeo, bolidi in gara sulla prateria di posidonia. Allarme pentastellato

L’amministrazione comunale di San Felice Circeo predica bene e razzola male. Da una parte parla di sviluppo sostenibile, avviando apprezzate campagne di pulizia dei sentieri del Parco e del litorale, dall’altro aderisce ad una manifestazione che contraddice completamente una seria e coerente politica di tutela e valorizzazione ambientale. Così oggi il meet up Circeo 5 Stelle a proposito dell’evento previsto per questo week end valevole per il Campionato Italiano Offshore.

“Il campo di gara – spiega una nota stampa del meet up – ricade su una Prateria di posidonia, un Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” in un’area appartenente alla regione biogeografica Mediterranea, che occupa una superficie di 3847 ha,  è localizzato nella Provincia di Latina ed interessa i Comuni di San Felice Circeo e Terracina. Tale sito è classificato Zona Speciale di Conservazione (ZSC) ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Gli obiettivi di conservazione, sono elencati nel Formulario standard del Sito, e sono costituiti dall’habitat prioritario 1120* ‘Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae)’ e dall’habit 1170 ‘Scogliere’. La Posidonia oceanica si trova solo nel Mare Mediterraneo e rappresenta una specie chiave dell’ecosistema marino costiero, ha una notevole importanza nella protezione delle spiagge dall’erosione, produce ossigeno e sostanze organiche rilevanti per la sopravvivenza di specie vegetali e animali”.

Per tutti questi motivi, rappresentando una zona marina da tutelare e regolamentata da una serie di misure di conservazione adottate dalla Regione Lazio (DGR 15 novembre 2016, n.679), il meet up Circeo 5 Stelle si chiede se sia il caso che una manifestazione di questo tipo “con un impatto ambientale rilevante, e l’elevato inquinamento acustico derivante, si svolga in un territorio noto per il suo pregio naturalistico, parte del Parco Nazionale del Circeo (che nostro malgrado non si estende fino a mare)”.

Inoltre, sottolinea il meet up, l’evento offshore non appare coerente “con quanto letto circa il progetto Mare di Circe, in cui si parla ripetutamente di valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico del Circeo, e del tratto di mare che lo unisce a Ponza e Ventotene”.

L’ambientalismo pentastellato punta la lente di ingrandimento anche sui costi dell’operazione bolidi in mare: quarantamila euro – spiega il meet up – è l’importo che il Comune, come da contratto, dovrebbe corrispondere alla Società Uno Agency Srl in qualità di promoter dell’edizione 2019 del Campionato (come da prot 0022830 del 15/10/2018 allegato alla delibera di giunta n 226 del 17/10/2018), più tutta una serie di oneri e adempimenti che porterebbe la cifra suddetta probabilmente a raddoppiare.

“A questo punto – il meet up pone una serie di interrogativi – ci chiediamo qual’è l’effettiva ricaduta turistica di questa operazione sulla collettività? Qual è il costo complessivo e definitivo sostenuto dall’Amministrazione Comunale per svolgere suddetta manifestazione? Che senso ha per la Ragione Lazio adottare misure di conservazione per le Zone Speciali di Conservazione e poi dare parere positivo ad una gara sportiva altamente impattante sulle stesse? Non sarebbe preferibile spendere energie e risorse sulla reale valorizzazione dell’unico patrimonio che può fare turisticamente la differenza nei prossimi decenni che è quello ambientale, piuttosto che metterlo a rischio? Qual’è il progetto turistico che si vuole perseguire per San Felice Circeo nei prossimi decenni? C’è una visione organica che integra tutte le risorse del nostro paese e ci proietta realmente nel futuro, o dovremmo continuare a contare su una serie di spot che non cambiano il modo arcaico di fare turismo al Circeo?”

L’intervento di Circeo 5 Stelle è finalizzato a condividere con i cittadini di San Felice  riflessioni sull’argomento “nella speranza che le domande poste stimolino gli amministratori comunali “verso la prospettiva urgente di mettere il patrimonio storico-naturalistico di San Felice Circeo realmente al centro di un progetto di sviluppo di medio-lungo periodo, piuttosto che predicare la tutela ambientale in ogni dove, in ogni post, e poi dimostrare nei fatti tutt’altro”.

 

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