Ecco i primi quattro fermi dei nomi che gli inquirenti cercavano, altri risultano ancora irreperibili. Fatto che sta che a una settimana dalll’omicidio di Ibrahim Dibba arriva la svolta nelle indagini. Gli uomini della Squadra Mobile, coordinati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno eseguito una serie di blitz in diversi quartieri di Latina nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul delitto del 27enne gambiano, ucciso con tre colpi di pistola la sera del 16 in viale XXIV Maggio.
Tra loro c’è Ferdinando Di Silvio, 25 anni, conosciuto con il soprannome di “Pescio”, figlio di Costantino Di Silvio, detto “Patatone”, detenuto per l’omicidio di Fabio Buonamano, avvenuto a gennaio 2010. Fermato anche un sedicenne, trasferito in un istituto penale per minorenni di Roma. Gli altri due provvedimenti riguardano persone ritenute vicine alla famiglia Di Silvio: il compagno di una donna che aveva noleggiato la Kia Picanto utilizzata dal gruppo e un altro soggetto considerato legato al clan. Gli altri indagati risultano al momento irreperibili.
Il quadro investigativo si è delineato attraverso una serie di accertamenti, tra cui le testimonianze raccolte dalla Polizia e il racconto della compagna della vittima. Sarebbe stato proprio quest’ultimo elemento a indirizzare gli investigatori verso una delle famiglie criminali di Latina. Secondo quanto ricostruito finora, Dibba avrebbe avuto un contatto legato a un’attività illecita e sarebbe stato in attesa di ricevere del denaro per un lavoro svolto.
La sera dell’omicidio, il giovane sarebbe uscito per incontrare alcune persone con l’obiettivo di chiarire la questione. Secondo la ricostruzione investigativa, Dibba sarebbe stato attirato all’appuntamento da un altro straniero e avrebbe poi raggiunto il gruppo in viale XXIV Maggio. Ne sarebbe nata una discussione, degenerata rapidamente: uno dei presenti avrebbe estratto una pistola e sparato tre volte contro il 27enne.
Due bossoli sono stati trovati sul marciapiede, a breve distanza dal corpo della vittima, mentre il terzo è stato rinvenuto sull’asfalto, oltre le auto parcheggiate. Dopo gli spari il gruppo si sarebbe allontanato a bordo di una vettura.
A fornire un contributo decisivo all’identificazione dell’auto sono state anche le immagini degli impianti di videosorveglianza. La vettura, una Kia Picanto, è stata successivamente ritrovata nella zona di Campo Boario, in via Pionieri della Bonifica. Dalle immagini esaminate dagli investigatori sarebbe emerso che a bordo viaggiavano cinque persone.
Gli accertamenti degli ultimi giorni hanno quindi consentito alla Squadra Mobile di ricostruire, almeno in parte, la composizione del gruppo e di arrivare ai provvedimenti di fermo. Restano ora da chiarire i singoli ruoli delle persone coinvolte e soprattutto chi abbia materialmente impugnato la pistola utilizzata per uccidere Dibba.
Nel pomeriggio, davanti agli uffici della Questura di corso della Repubblica si è radunato un piccolo gruppo di persone di etnia rom, per salutare uno degli indagati dalla vettura della Squadra Mobile.









