Una truffa legata alla vendita di un’auto usata. E’ questa l’ultima vicenda giudiziaria che vede imputato Gioacchino Sacco, il 48enne di Terracina finito in carcere per l’omicidio stradale del giovane Federico Salvagni. Secondo l’accusa, Sacco avrebbe partecipato, tra il 2020 e il 2021 insieme ad altre tre persone, a una presunta truffa nella compravendita di una Fiat Panda pubblicizzata online. Una donna di Fondi, insieme al figlio, aveva risposto all’annuncio convinta di concludere un buon affare. Per bloccare l’acquisto era stata versata una caparra di 600 euro, ma l’operazione non si è mai conclusa regolarmente.
Nel corso dell’ultima udienza, svoltasi davanti al giudice monocratico, hanno testimoniato sia un investigatore sia la donna che aveva sporto denuncia. Dal racconto è emerso che l’auto presentava diverse irregolarità: l’alimentazione reale era a benzina, mentre sui documenti risultava a metano. Inoltre, il veicolo sarebbe stato immatricolato in modo anomalo e con documentazione non corrispondente alla realtà.
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Fondi e coordinate dalla Procura, contestano agli imputati non solo la truffa, ma anche il falso, ipotizzando la creazione di documenti non autentici e il montaggio fittizio di componenti mai realmente installate. Parte della caparra, 200 euro, sarebbe stata restituita, ma il resto mai recuperato. Il processo è stato rinviato al prossimo 6 maggio per l’audizione di altri testimoni. Gli imputati sono assistiti da un collegio di difesa, mentre le persone offese si sono costituite parte civile.









