Il futuro del Palaboxe è stato al centro del recente Question Time in consiglio comunale. Gli assessori Andrea Chiarato (Sport) e Antonio Cosentino (Gare) hanno risposto dettagliatamente all’interrogazione presentata dalla consigliera Valeria Campagna in merito all’affidamento in concessione dell’impianto sportivo di via Aspromonte.
Al centro del dibattito, la regolarità della procedura di gara e la posizione dell’operatore risultato primo in graduatoria, l’Asd Boxe Latina, in relazione a pregresse morosità con l’Ente.
L’assessore Chiarato ha difeso la regolarità della procedura, sottolineando il vantaggio economico ottenuto dall’Ente grazie a un rialzo del 68% sul canone base.
Andrea Chiarato: “La procedura di gara è stata condotta nel pieno rispetto del Codice dei contratti pubblici e le verifiche hanno avuto esito positivo per tutti i requisiti richiesti (CCIAA, assenza di fallimento, carichi pendenti, Anac, Durc). L’operatore primo classificato ha presentato un’offerta con un rialzo del 68% sul canone base, determinando un canone annuo di 19.995 euro”.
Riguardo all’occupazione senza titolo protrattasi dal 2009, Chiarato ha confermato che l’iter per il recupero delle somme dovute (oltre 121.000 euro) procederà per vie legali, separatamente dall’esito della gara.
Andrea Chiarato: “Terminata la stagione 2008/2009, l’Asd Boxe Latina ha continuato a occupare l’immobile senza titolo. Per reciproca inerzia dell’operatore e dell’amministrazione, la situazione non è mai stata formalizzata, così come per le palestre adiacenti di scherma e tiro con l’arco. L’indennità di occupazione accertata per il periodo 2016-2025 è di 121.580 euro. Gli atti sono stati trasmessi all’avvocatura per il recupero coattivo; tale procedimento proseguirà in maniera del tutto indipendente rispetto all’aggiudicazione”.
Infine, l’assessore Cosentino ha spiegato perché gli uffici non hanno potuto escludere la società morosa, evidenziando il rischio di esporre il Comune a ricorsi per eccesso di potere.
Antonio Cosentino: “L’esclusione per debiti verso la PA è legittima solo se il debito riguarda violazioni gravi e definitive di imposte, tasse o contributi. Nel caso di specie, la morosità riguarda canoni pregressi per i quali non è ancora instaurato un contenzioso civile: una fattispecie non prevista dal bando o dai regolamenti come causa di esclusione automatica. L’ufficio non avrebbe potuto escludere il concorrente senza rischiare un ricorso, poiché al momento sussiste solo una presa d’atto della morosità”.









