Plastic Free Beach 2019, un’ondata di soldi contro il monouso

Messaggio in bottiglia: un milione di euro per liberare le spiagge laziali dalle plastiche monouso, quasi 350mila euro per quelle della provincia di Latina, di cui 73.444, 56 euro per gli arenili del comune capoluogo. Si tratta dello stanziamento più cospicuo nel Lazio dopo Roma e Fiumicino.

Sono questi i numeri della Direzione regionale per lo sviluppo economico e Lazio creativo – Area economia del mare – che sulla base della determinazione regionale G04890 dell’iniziativa “Plastic Free Beach 2019” ha comunicato alla società Lazio Innova Spa di procedere al pagamento delle somme spettanti ai comuni, fornendo lista e importi. In base a questo atto gli unici comuni tagliati fuori in tutta la regione sono Sperlonga e Itri. Itri perché su quella piccola punta che si affaccia al mare tra Sperlonga e la Piana di Sant’Agostino “non ha arenili destinati alla pubblica fruizione”; Sperlonga perché “non ha adempiuto” a determinate disposizioni inerenti la trasparenza delle concessioni.

L’estate 2019, quindi, sarà ricordata anche per la campagna Plastic Free che ha anticipato nel Bel Paese e in particolare sulle spiagge laziali l’obiettivo comunitario di abolire dal 2021 i prodotti di plastica monouso per salvare il mare e anche la terra.

Il progetto “Plastic Free Beach 2019”, di sensibilizzazione alla problematica planetaria, è stato pensato per l’acquisto da parte dei comuni di erogatori automatici di acqua potabile, ecocompattatori di plastica, carta e alluminio o anche borracce da distribuire gratuitamente ai bagnanti per convincerli a lasciare a casa le bottiglie di plastica per il trasporto di acqua e bevande. Azioni concrete da aggiungere ad attività di promozione dell’economia circolare della plastica sulle spiagge laziali, con l’obiettivo di limitarne il consumo e favorirne il recupero per ridurre fenomeni di inquinamento degli arenili e del litorale marino. A che punto siamo?

Oltre al contributo regionale i comuni costieri hanno emesso disposizioni per il divieto delle plastiche monouso. Il Comune di Sperlonga, anche se fino a questo momento sembra non dover beneficiare del contributo pubblico, è stato uno dei primi comuni in Italia ad emettere l’ordinanza per il divieto di stoviglie usa e getta e quanto altro entrata in vigore dal primo maggio, facendo così da esempio ad altre municipalità anche oltre i confini laziali.

E’ di quasi 55.792,97 euro euro il contributo per Sabaudia, 20.222,39 euro per San Felice Circeo, 49.533,77 euro per Terracina, 40.690,82 euro per Fondi, 23.214,23 euro per Gaeta, 33.132, 49 per Formia, 24.195, 61 euro per Minturno, 16.933,64 euro per Ponza, 8.455, 62 euro per Ventotene, e 73.444,56 euro per Latina.

C’è molta attesa per l’esito di questo progetto. Si spera che dia ottimi riscontri in termini di riduzione delle plastiche sulle spiagge, tangibili nei sistemi di raccolta dei rifiuti urbani e nei servizi di pulizia degli arenili. Diversamente vorrebbe dire di aver gettato a mare non soltanto le plastiche monouso ma anche un milione di euro. Un prezzo troppo alto per l’avvio di una campagna di sensibilizzazione che ognuno di noi dovrebbe fare propria indipendentemente da un’ordinanza o da una borraccia regalata sotto l’ombrellone.

 

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