Pontinia, Kibernetes: “Usciamo senza macchia dall’inchiesta Telonai”

Il Comune di Pontinia

I manager Maurizio Filiberti e Giorgio Sottile della Kibernetes sono risultati completamente estranei alle ipotesi di reato evidenziate dalla Procura della Repubblica relativamente all’inchiesta “Telonai” che, il 25 settembre scorso, portò all’arresto di sei persone “interessate”, secondo gli inquirenti, al tentativo di mettere in piedi un appalto pilotato per la gestione del servizio di riscossione dei tributi per il Comune di Pontinia.

La società Kibernetes, attraverso una nota stampa, fa sapere di uscire senza macchia dall’inchiesta Telonai: “Le motivazioni (pubblicate dal Tribunale del Riesame di Roma) dell’annullamento dell’ordinanza emessa dal Gip scagionano definitivamente i nostri manager Maurizio Filiberti e Giorgio Sottile, confermando la completa estraneità di Kibernetes a qualsiasi trama illecita”.

“Si tratta di quattro pagine in cui i giudici Maria Viscito, Filippo Steidl e Laura Previti del Tribunale del riesame di Roma riscrivono completamente i fatti, esprimendo in un nulla di fatto quanto sostenuto dal Gip di Latina, Giuseppe Cario – si legge in una nota stampa della società Kibernetes -. Secondo i giudici del Riesame, l’accusa di turbativa nel procedimento di selezione del contraente viene completamente a cadere, poiché i documenti individuati sono del tutto inidonei a condizionare o incidere sullo svolgimento della gara, limitandosi a prevedere la necessità di un bando. I giudici del riesame affermano a chiare lettere che non emerge in alcun passaggio dei documenti e delle prove acquisite che sia stato turbato l’iter del bando per condizionare la scelta, anzi viene auspicato ‘l’espletamento di una gara “aperta”, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo”.

Filiberti e Sottile sono tornati immediatamente al lavoro e l’iter di reintegro formale delle due figure aziendali seguirà rapidamente le disposizioni del Modello Organizzativo 231, che permette alle imprese di essere dispensate dai reati imputati ai singoli dipendenti, al quale Kibernetes aderisce.

“Kibernetes – conclude la nota stampa – ribadisce i propri valori aziendali, improntati sulla trasparenza, sulla fiducia con i clienti ed su un comportamento etico e rispettoso della legge. Nei quaranta anni della nostra esistenza questi valori sono sempre stati rispettati nel nostro lavoro e nei nostri comportamenti. Sono questi i motivi che ci hanno consentito di conseguire le due stelle nel rating di legalità, essendo un’azienda esente da infiltrazioni mafiose, con la completa tracciabilità dei pagamenti e con un codice etico rispettato da tutti i dipendenti del gruppo”.

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