La Provincia di Latina compie un passo decisivo verso l’attivazione del Centro per la Giustizia Riparativa, completando il percorso istituzionale avviato con l’individuazione dell’Ente quale soggetto competente per l’istituzione del Centro nel territorio provinciale.
Con la determinazione dirigenziale n. 539 del 30 giugno 2026 è stata infatti approvata la proposta gestionale presentata dall’ETS Associazione per la Famiglia APS, individuata quale soggetto del Terzo Settore che curerà la gestione operativa del servizio attraverso la sottoscrizione della convenzione prevista dall’articolo 56 del Codice del Terzo Settore.
L’atto rappresenta il passaggio conclusivo necessario per rendere pienamente operativo il Centro, istituito nell’ambito della riforma Cartabia (D.lgs. n. 150/2022), che introduce un modello innovativo di giustizia fondato sul dialogo, sulla responsabilizzazione e sulla ricomposizione dei conflitti.
L’obiettivo è favorire percorsi di ascolto, responsabilizzazione e riparazione del danno, contribuendo a rafforzare la coesione sociale e a promuovere una cultura della legalità fondata sul confronto e sulla ricostruzione delle relazioni.
Il Centro opererà con sedi presso Latina e Formia, garantendo un servizio accessibile all’intero territorio provinciale, grazie alle risorse assegnate dal Ministero della Giustizia, pari a 224 mila euro annui, destinate all’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla normativa nazionale.
Il Presidente dell’Associazione per la Famiglia APS, prof. Vincenzo Serra, dichiara:
“l’attività di giustizia riparativa dell’associazione per la famiglia che gestisce il Consultorio familiare della Diocesi di Latina è stata perseguita sin dal 2006 – tra le prime esperienze italiane – avviata con un protocollo sottoscritto con la Provincia di Latina, il Comune di Latina ed il Ministero della Giustizia. E ‘ora regolamentata organicamente dalla legge, quindi di rilevanza pubblica e sociale ma è anche attività squisitamente cristiana.
Siamo lieti che il Ministero della Giustizia abbia riconosciuto l’attività svolta nel silenzio e nella riservatezza dei nostri Uffici ove si sono in questi anni incontrate tante persone sofferenti – vittime e rei – e che hanno ricevuto accoglienza e ci hanno restituito il riconoscimento del loro dolore.
E siamo contenti che la Provincia di Latina ci abbia affidato l’incarico per la gestione del Centro di Giustizia riparativa. E ‘un servizio di Giustizia a favore di tutti i cittadini del nostro territorio.
Continuiamo così nella consapevolezza della bontà dell’attività di Giustizia Riparativa”
L’avv. Pasquale Lattari, mediatore esperto di giustizia riparativa e responsabile dei servizi dell’Associazione, sottolinea:
la Giustizia riparativa non sostituisce la giustizia penale tradizionale necessaria ed ineliminabile; è complementare alla stessa e la affianca offrendo possibilità di affrontare ambiti del reato e pregiudizi delle persone coinvolte – indicato autore e vittime – ed anche la comunità che il processo penale non tratta.
La ratio della Giustizia riparativa si fonda sul lavoro volontario e consensuale, complesso e delicato, del dialogare (con diverse e graduate modalità) ed eventualmente incontrarsi per chiedere e rendere ragione dei comportamenti ed agiti e risponderne responsabilmente all’insegna della legge e dei precetti violati. E questo lavoro difficile, complesso e doloroso delle persone è già parte della Giustizia.
E ‘uno spazio inedito ed improbabile (secondo le tradizionali categorie processuali) per le persone coinvolte nel reato per l’opportunità di un esito riparativo dei pregiudizi patiti – non necessariamente economici – e senza alcuna conseguenza ai fini processuali in caso di esito negativo.
L’esperienza personale ma anche i riferimenti concreti di notoria cognizione – si pensi ai percorsi delle vittime del terrorismo con gli autori dei delitti e per tutti ad Agnese Moro – ci dicono che la Giustizia Riparativa è per tutti i reati nessuno escluso. Anzi risulta efficace per quelli più gravi: chi ha subito gravissime conseguenze dal reato non trova ristoro ed il processo per le persone risulta ostico e deserto per tali pregiudizi che spesso si aggravano (cd vittimizzazione secondaria).
La giustizia riparativa necessita solo di essere conosciuta per essere apprezzata in tutte le sue capacità ed opportunità. E l’avvio del Centro della Provincia di Latina contribuirà a questa necessaria operazione culturale.”
Il Presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale, evidenzia il valore strategico dell’iniziativa: . ̀ ̀ .»
« ̀ , ’̀ . ̀, ̀, ̀
La gestione operativa del Centro sarà affidata all’ETS Associazione per la Famiglia APS, soggetto la cui individuazione si inserisce nel percorso istituzionale definito dalla normativa nazionale. Nell’esercizio delle funzioni attribuite dal Decreto Legislativo n. 150/2022, la Conferenza Locale per la Giustizia Riparativa del Distretto della Corte d’Appello di Roma ha infatti proceduto alla ricognizione, valutazione e validazione dei soggetti operanti nel settore della giustizia riparativa, verificandone l’esperienza, le competenze professionali e l’idoneità allo svolgimento dei programmi di giustizia riparativa.
Nell’ambito di tale attività istituzionale, l’Ufficio di Giustizia Riparativa “Associazione per la Famiglia” ETS risulta inserito nell’elenco dei soggetti validati dalla Conferenza Locale ai sensi dell’articolo 92, comma 2, del Decreto Legislativo n. 150/2022, quale ente in possesso dei requisiti professionali, organizzativi ed esperienziali richiesti dalla disciplina speciale della giustizia riparativa.
L’Associazione vanta una consolidata esperienza nel settore della mediazione penale e della giustizia riparativa e opera da anni in collaborazione con le istituzioni del territorio. La proposta gestionale presentata alla Provincia è stata ritenuta pienamente conforme ai requisiti tecnico-organizzativi previsti dalla normativa nazionale e dal Protocollo d’Intesa sottoscritto con il Ministero della Giustizia.
La Provincia ha inoltre verificato il pieno possesso dei requisiti previsti dall’articolo 56 del Codice del Terzo Settore. È stato infatti riconosciuto il principio della continuità dell’iscrizione dell’Associazione, già presente nel Registro Regionale del Volontariato della Regione Lazio e nell’Elenco Permanente Nazionale delle Organizzazioni di Volontariato, continuità successivamente confermata dalla Regione Lazio con la reiscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Tale ricostruzione amministrativa, conforme agli indirizzi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha consentito di accertare il possesso di tutti i requisiti necessari per la sottoscrizione della convenzione con la Provincia di Latina, completando l’iter amministrativo previsto dalla riforma nazionale. Con questo provvedimento la Provincia si prepara ad avviare un servizio destinato a rappresentare un punto di riferimento per l’intero territorio provinciale, promuovendo un modello di giustizia capace di coniugare tutela delle vittime, responsabilizzazione degli autori di reato e rafforzamento della coesione sociale.
Questa integrazione rafforza il presupposto giuridico dell’affidamento, evidenziando che l’ETS non è stato semplicemente individuato dalla Provincia, ma rientra tra i soggetti preventivamente valutati e validati dalla Conferenza Locale per la Giustizia Riparativa del Distretto della Corte d’Appello di Roma, organismo competente ai sensi del D.lgs. 150/2022.









