Ritenuto socialmente pericoloso, sorveglianza speciale per un uomo di Forniti

Carabinieri

Una misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza dei Carabinieri con obbligo di soggiorno nei confronti di un uomo di 53 anni residente ad Aprilia. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Latina.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo è ritenuto socialmente pericoloso in quanto avrebbe costruito nel tempo il proprio tenore di vita attraverso attività illecite, mostrando una persistente inclinazione alla commissione di reati capaci di mettere a rischio l’ordine e la sicurezza pubblica.

L’indagine, coordinata dalla Procura pontina e condotta dal Nucleo Investigativo, ha permesso di delineare un profilo criminale che affonderebbe le radici già nell’età giovanile. A carico del 53enne emergono precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, oltre a violazioni in materia di armi e a episodi riconducibili al traffico di sostanze stupefacenti in contesti associativi.

La misura di prevenzione avrà una durata di quattro anni e prevede una serie di prescrizioni stringenti: l’uomo dovrà fissare e comunicare la propria dimora all’autorità di pubblica sicurezza, non potrà lasciare il comune di residenza o di abituale domicilio, dovrà rispettare il divieto di uscire di casa nella fascia notturna tra le 21 e le 7, impegnarsi nella ricerca di un’occupazione e astenersi dal frequentare persone con precedenti o sottoposte a misure di prevenzione.

Il destinatario del provvedimento è considerato dagli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma vicino al gruppo criminale attivo ad Aprilia riconducibile a Patrizio Forniti. Attualmente è imputato nel processo “Assedio” in corso a Latina, dove deve rispondere dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe svolto il ruolo di spacciatore per conto del sodalizio, con diverse contestazioni per cessioni di stupefacenti. In alcuni casi, i volumi d’affari ipotizzati raggiungerebbero cifre particolarmente rilevanti, nell’ordine di decine di migliaia di euro. Le sostanze commercializzate, stando alle indagini, andrebbero dalla cocaina all’hashish, fino alla marijuana.