Sabato sarà il giorno dell’addio definitivo ad Aurora Livoli, la giovane donna uccisa nel Milanese: l’ultimo saluto si svolgerà nella chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio, nel cuore del pontino, con il rito funebre presieduto dall’arcivescovo di Gaeta, Monsignor Luigi Vari. Una comunità colpita dal dolore si stringe alla famiglia in questa tragedia che continua a tenere banco nelle cronache.
Le indagini sull’omicidio proseguono senza sosta, con Valdez Velazco, il 57enne peruviano ora detenuto, come principale indagato. L’uomo si trova in carcere per l’aggressione a una connazionale avvenuta poche ore prima del rinvenimento del corpo di Aurora, ma emergono dettagli inquietanti sul suo passato. La gip di Milano Nora Lisa Passoni, nel provvedimento che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare, ha evidenziato una grave anomalia: il casellario giudiziare non risultava aggiornato.
Mancava la condanna definitiva a 5 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata del 2019, che avrebbe dovuto segnare l’uomo come non più incensurato. Questo errore amministrativo spiega perché, nonostante la recente richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Monza per un’altra violenza sessuale aggravata di giugno, Velazco non avesse ricevuto misure cautelari e fosse rimasto libero, incrociando tragicamente la strada di Aurora sulla banchina della metropolitana di Cimiano la sera del 28 dicembre. Le indagini proseguono per chiarire ogni responsabilità.









