Il cuore culturale di Sabaudia si prepara a tornare a battere. Dopo oltre vent’anni di serrande abbassate, l’ex cinema Augustus è pronto a trasformarsi da simbolo di abbandono a cantiere della rinascita. L’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Mosca ha infatti ottenuto un finanziamento di oltre 2,3 milioni di euro dal ministero della cultura, fondi che saranno destinati alla riqualificazione strutturale della storica sala.
Il dato che balza agli occhi non è solo l’entità della cifra, ma l’esclusività del bando. Inserito nel piano nazionale di potenziamento delle sale cinematografiche e degli spazi polifunzionali, il finanziamento ha premiato appena undici comuni in tutta Italia.
Sabaudia si trova così accanto a grandi capoluoghi come Roma, Bologna, Bari, Padova e Pisa, a dimostrazione della qualità del progetto presentato.
L’operazione Augustus è partita da lontano: l’attuale amministrazione ha prima acquisito l’immobile al patrimonio comunale e ora con queste risorse, punta a trasformarlo in un moderno centro polifunzionale. L’obiettivo è creare uno spazio vivo, capace di ospitare proiezioni cinematografiche, spettacoli dal vivo ed eventi culturali, fungendo da volano per la vita sociale del centro cittadino.
Il sindaco ha accolto con soddisfazione il traguardo, sottolineando la concretezza dell’azione amministrativa:
“Il finanziamento, che conferma la validità del progetto sia sotto il profilo tecnico-strutturale, sia per gli utilizzi futuri a scopi culturali, rappresenta un passaggio decisivo. Andremo avanti con determinazione per vedere finalmente realizzata la struttura. L’ex cinema Augustus è chiuso da oltre vent’anni, ma oggi possiamo dire che c’è un percorso concreto per restituirlo alla città. È un impegno che abbiamo preso e che stiamo mantenendo.”
“La riqualificazione dell’Augustus diventa così molto più di un intervento edilizio. L’ex cinema è il segno di una città che vuole valorizzare in modo concreto i suoi spazi culturali e trasformare i progetti in realtà”.
Con la certezza dei fondi ministeriali, l’iter per l’avvio dei lavori subisce un’accelerazione fondamentale. La sfida è quella di trasformare un “vuoto” urbano in un’opportunità di crescita per l’intero territorio, confermando che anche le realtà locali possono competere a livello nazionale quando supportate da una visione strategica.









