Servizio 118 in gestione alle onlus, Calandrini basito attacca la Regione

punti di primo intervento
Nicola Calandrini

Il servizio 118 da affidare a onlus: sul caso interviene il senatore pontino Nicola Calandrini di Fratelli d’Italia che si è detto perplesso per la scelta della Regione Lazio: “Una Regione a due facce, in cui il presidente un giorno si vanta di nuove assunzioni e il giorno dopo manda a casa 700 persone”.

“Mi lascia basito la scelta della Regione Lazio di affidare i servizi di soccorso sanitario in area extra ospedaliera ad organizzazioni di volontariato – afferma il parlamentare -, mettendo praticamente alla porta oltre 700 lavoratori che fino ad oggi hanno operato sulle ambulanze in virtù dei precedenti affidamenti. Parliamo di autisti, medici, infermieri, barellieri e soccorritori, che hanno acquisito negli anni esperienza e professionalità e che soprattutto hanno salvato vite umane: con la delibera regionale del 30 dicembre 2019 infatti il servizio viene dato in affidamento alle Onlus per tre anni”.

Per il senatore il fatto è grave, “ma è ancora più grave che a 700 persone sia levata ogni speranza dal momento che l’intenzione è quella di internalizzare il servizio al termine dei tre anni di affidamento, di fatto negando qualunque prospettiva diversa dal licenziamento per gli attuali lavoratori”.

Calandrini comprende le logiche di risparmio che la Regione vuole attuare, “e che sfruttano una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea”. “Ma affidare il servizio ambulanze alle Onlus – attacca – vuol dire sostituire dei lavoratori esperti con dei non esperti che al netto della buona volontà, svolgeranno questa attività nel tempo libero, senza alcun trattamento retributivo né pensionistico, ma soprattutto senza alcuna garanzia di preparazione per un compito delicato come il soccorso in ambulanza che vede gli operatori avere a che fare con pazienti sospesi tra la vita e la morte. Il tutto sacrificando 700 persone e le loro famiglie”.

“Questa è la sanità a doppia faccia targata Zingaretti – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – : un giorno il presidente della Regione Lazio si vanta di nuove assunzioni e il giorno dopo manda a casa 700 persone. Mi auguro che la Regione torni su questa assurda decisione e restituisca lavoro, speranza, dignità e garanzie a tutti coloro che ogni giorno prestano soccorso sulle ambulanze”.

Intanto domani gli operatori del servizio incontreranno il direttore dell’Ares 118 per l’apertura di un tavolo di concertazione per le problematiche della stabilizzazione.

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