Mattia e Yuri Spinelli e Nico Mauriello hanno scelto di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari nell’inchiesta sugli attentati che hanno scosso Latina. Ha invece risposto Davide Greco, anche lui destinatario della misura cautelare.
L’ordinanza del gip ricostruisce una sequenza di episodi violenti che, secondo gli inquirenti, ha generato un forte allarme sociale in città. L’escalation sarebbe iniziata il 7 settembre e si sarebbe protratta fino a novembre, con bombe ed azioni intimidatorie.
Al centro dell’indagine c’è la contesa per il controllo del traffico di droga. In questo contesto si collocano le esplosioni dell’8 settembre in via Darsena e quella avvenuta pochi giorni dopo in viale Nervi, oltre all’incendio appiccato nella notte tra il 3 e il 4 novembre in uno stabile Ater di via Guido Rossa, ritenuto un atto ritorsivo e intimidatorio.
A Davide Greco viene contestata anche la detenzione di armi clandestine, rinvenute nel corso di una perquisizione. Secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di custode dell’arsenale per conto del gruppo.
Il giudice sottolinea come gli episodi fossero finalizzati a imporre il controllo del territorio attraverso la paura. Nell’inchiesta è stata applicata, per la prima volta, la normativa del Decreto Caivano.









