Si è chiuso a Roma il secondo grado di giudizio per una vicenda che ha scosso il panorama commerciale del capoluogo pontino. La Corte d’Appello capitolina ha confermato la condanna nei confronti di Pablo Vargas, ex direttore del centro commerciale “Morbella” di Latina, accusato di atti persecutori ai danni di un commerciante della struttura.
I giudici di secondo grado hanno ribadito la colpevolezza dell’imputato, pur ricalcolando lievemente la pena al ribasso: la condanna passa infatti da un anno e sei mesi a un anno, quattro mesi e quindici giorni di reclusione. Confermate inoltre le statuizioni civili, con il risarcimento del danno in favore della vittima da quantificarsi in separata sede, e il pagamento delle spese legali.
La vicenda ha radici in un arco temporale che va dal settembre 2019 al novembre 2021. Secondo l’impianto accusatorio l’ex direttore avrebbe messo in atto una serie di condotte vessatorie tali da ingenerare nella vittima un perdurante stato di ansia e il fondato timore per la propria incolumità, costringendo il commerciante a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita.
Le indagini, nate a seguito di una denuncia e coordinate all’epoca dal procuratore Giuseppe de Falco e dall’aggiunto Carlo Lasperanza, avevano portato inizialmente all’emissione di un divieto di avvicinamento, misura poi aggravata dagli arresti domiciliari.
Oltre alle ingiurie verbali, nel processo sono confluiti episodi legati alla gestione interna del consorzio degli operatori del centro Morbella. Nello specifico, il commerciante ha riferito di essere stato vittima di minacce e “dispetti” mirati a condizionare l’andamento della propria attività economica, tra cui una segnalazione alla polizia locale per presunte violazioni, rivelatasi poi infondata.
L’imputato è stato assistito dai legali Alessandro Farau e Enrico Cellini, mentre la parte offesa si è costituita parte civile con il supporto dell’avvocato Lorenzo Magnarelli.







