Un’attività di verifica approfondita sulle posizioni contributive legate alla tassa sui rifiuti ha portato alla luce numerose utenze mai censite dal fisco locale. È quanto emerso a Sezze, dove il Comune, in collaborazione con la SPL Sezze, ha avviato una campagna di accertamento che ha già prodotto l’invio di quasi 1.400 avvisi riferiti al periodo compreso tra il 2019 e il 2024.
Il lavoro, portato avanti per mesi dagli uffici, si è basato sull’incrocio delle banche dati comunali e ha consentito di individuare utenze completamente sconosciute al sistema TARI. Un’operazione tecnica complessa che potrebbe tradursi in un recupero complessivo stimato intorno al milione di euro, comprensivo di tributi non versati, sanzioni e interessi.
Dall’amministrazione comunale viene precisato che l’intervento non risponde esclusivamente a esigenze di bilancio, ma punta a ristabilire un principio di equità fiscale. La raccolta e la gestione dei rifiuti, servizi essenziali per la comunità, si fondano infatti sul contributo di tutti i cittadini e su una partecipazione corretta e responsabile, anche alla luce dei risultati raggiunti negli ultimi anni sul fronte della raccolta differenziata.
A chiarire il senso dell’azione è il sindaco Lidano Lucidi, che sottolinea l’importanza dell’intervento con una dichiarazione netta:
«L’attività di accertamento sugli evasori totali risponde a un principio di equità nei confronti dei cittadini che regolarmente contribuiscono al finanziamento dei servizi comunali. È un’azione necessaria per garantire correttezza e sostenibilità nel sistema dei servizi, che l’Amministrazione continuerà a portare avanti con serietà e rigore».
I controlli, fanno sapere dal Comune, non si fermeranno a questa prima tranche e proseguiranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rafforzare un sistema contributivo più giusto e trasparente per l’intera collettività.









