È stata ascoltata ieri dai magistrati del Tribunale per i Minorenni di Roma la tredicenne aggredita nei giorni scorsi nel centro di Terracina. Accompagnata dagli agenti del commissariato e assistita da una psicologa nominata dal Tribunale, la dottoressa Alessia Micoli, la ragazza ha ricostruito quanto accaduto, tra lucidità e profonda sofferenza.
Secondo quanto emerso, tutto sarebbe nato da un messaggio inviato a un ragazzo. Un gesto che avrebbe scatenato la reazione della dodicenne legata sentimentalmente al giovane, che avrebbe convocato la vittima “per parlare”. All’appuntamento, però, la tredicenne si è trovata accerchiata da un gruppo di coetanee.
Prima le parole, poi l’umiliazione. Alla ragazza sarebbe stato intimato di piegarsi e “abbaiare”, quindi sarebbe stata colpita con violenza, riportando la frattura del setto nasale. Quando ha tentato di allontanarsi, l’aggressione sarebbe proseguita. Alcuni ragazzi presenti avrebbero filmato la scena con i cellulari, diffondendo poi i video sui social. Un adulto intervenuto per fermare il pestaggio sarebbe stato a sua volta insultato e minacciato.
La tredicenne, davanti ai magistrati, avrebbe espresso timore di ritorsioni e la paura di tornare a scuola, dove molti compagni avrebbero già visto le immagini dell’aggressione. Un elemento che aggrava ulteriormente il trauma.
Dalle prime ricostruzioni, i minori coinvolti proverrebbero da contesti familiari ordinari, frequentano regolarmente la scuola e si ritrovano nei luoghi di aggregazione cittadini. Nessuna delle presunte responsabili è imputabile per età: per loro si prospetta un percorso di recupero.
Intanto l’attenzione resta concentrata sul sostegno psicologico alla vittima e sulla necessità di affrontare un episodio che ha scosso profondamente la comunità, riaccendendo il dibattito sul disagio giovanile e sulla violenza tra minorenni.









