(T)here on tour a Latina, Di Cecca: “Le infrastrutture sono una grande pecca”

(T)here

E’ tutto pronto per il “(T)here on tour” che il 5 dicembre sarà a Latina. L’evento dei Giovani imprenditori di Unindustria partito da Roma ed esteso a tutte le province del Lazio getterà le basi per una Latina del futuro affrontando temi diversi con un unico obiettivo. L’appuntamento è al museo Cambellotti, alle 16.30.

“Si tratta di un evento importante – ci ha detto Paolo Di Cecca, della Sara Logistics srl, che parlerà durante l’incontro di infrastrutture e prospettive nei settori industriali – perché precisa e fa notare a tanti, anche alla politica, che il nostro territorio ha seri problemi di infrastrutture, di collegamento con le altre grandi città”.

Anche a livello ferroviario, se parliamo di scali merci per esempio, ma in tutte le infrastrutture ci sono problemi e per Latina questa è una grande pecca, un punto di debolezza della nostra provincia. Avere strade migliori, ma non solo, permetterebbe di far fiorire un’economia diversa. Attirerebbe anche aziende che vogliono investire nel turismo, visto che abbiamo tante località importanti, ricche di storia”.

“Per le fabbriche, per le aziende, le infrastrutture stradali sono tutto, ma anche per le persone che hanno bisogno di andare in ospedale a Roma, solo per fare un esempio devono essere messe in condizioni di farlo”.

Nel suo lavoro quindi quali sono i problemi che incontra?

“Io mi occupo di logistica, ho un’agenzia di spedizioni nazionali e internazionali. Il nostro core business è il trasporto su gomma, ma anche ferroviario, marittimo e aereo. Ci avvaliamo di tanti trasportatori e viviamo la problematica anche nei tempi”.

Cosa vorrebbe quindi migliorare? Come vede la città del futuro?

“Andiamo all’evento anche portando questa domanda: a cosa vogliamo puntare? Si tratta quindi anche di un momento di riflessione per capire dove vogliamo arrivare.

Non mi ha parlato dell’autostrada Roma-Latina.

“È senza dubbio un progetto che deve essere realizzato, ma sappiamo che ci sono tanti stop. Se ne parla tanto, in tanti convegni e incontri. Se ne parla troppo, perché è un argomento delicato ma importantissimo”.

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