Tiero: “Sono innocente e mi ricandiderò, scritto un libro su Fratò”

È iniziato il processo a carico del consigliere regionale Enrico Tiero, esponente di Fratelli d’Italia, tornato a parlare pubblicamente della vicenda giudiziaria che lo riguarda e del suo futuro politico. Tiero ha ribadito la propria fiducia nella magistratura e ha rivendicato il lavoro svolto negli anni sul territorio, confermando anche l’intenzione di ricandidarsi alle prossime elezioni regionali.

«Ho piena fiducia nella magistratura come ho piena fiducia nell’operato di Fratò. Per quanto mi riguarda io sono convinto che questo sarà un momento di esperienza di vita che è stato negativo ma sempre esperienza di vita e non uscirò a testa alta perché la disponibilità per il territorio, la disponibilità per le persone, la disponibilità per cercare di capire se i problemi che ti vengono posti siano effettivamente risolvibili e da tenere in considerazione non può essere considerato come altro. Io su questo vado avanti sempre a testa alta».

Il consigliere regionale ha spiegato di aver già ripreso la propria attività istituzionale, annunciando anche la presentazione di nuove iniziative legislative.

«Io ho ripreso subito l’attività, adesso c’è il Consiglio regionale, l’avvocato mi accompagna a studio e vado a Roma in Consiglio regionale. A breve presenterò due proposte di legge che in questi sette mesi di panchina per ovvi motivi non ho potuto presentare, tiero in campo per il territorio, per la gente e posso dire di avere piena fiducia nella giustizia però come ho piena fiducia in Fratò».

Tiero ha poi affrontato il tema del rapporto con il partito, chiarendo di non aver provato risentimento per quanto accaduto e spiegando di aver scelto personalmente di sospendersi dalle proprie funzioni.
«Io non sono rimasto scontento di nulla, il mio rapporto con il partito è stato che appena mi hanno comunicato un avvocato all’ora che era stato nominato in ufficio ad ottobre che mi dovevano sottoporre ad un interrogatorio di garanzia, io ho inteso che a questo istante ha dato sospendere il partito dal gruppo consigliare perché il mio primo pensiero è stato che se c’è stato un errore, che non c’è stato, non è un errore del partito e quindi il partito non c’entra in questo tipo di ragionamento».

E ancora: «Il partito io adesso, ancora tutt’oggi, dall’ora sono sospeso dalle mie funzioni ma per una mia volontà, anche a livello di gruppo consigliare, io naturalmente posso dire ad alta voce che sono in questo momento simpatizzante nel mio partito ma non sono né iscritto perché appunto mi sono stato sospeso».

Sul futuro politico, Tiero non ha escluso affatto una nuova candidatura. Anzi, ha indicato anche l’obiettivo elettorale che intende raggiungere.

«No, no, pensa, io per me non penso l’inverso, è diverso».
Alla domanda sulla ricandidatura, ha risposto: «Mi ricandido, la sfida è dai 16 mila voti arrivare ai 20 mila, questa è la sfida».
Il consigliere regionale ha poi parlato dei messaggi di solidarietà ricevuti in questi mesi, sottolineando il sostegno arrivato anche da persone lontane dalla sua area politica.

«Io devo dire, lo dico con il cuore, che dei messaggi che mi sono arrivati mi fanno anche emozionare. Ho ricevuto 2.613 messaggi di solidarietà, un miliarde li ho messi anche nel libro, che molti di loro, anche i gente di sinistra, quando li leggo mi fanno venire lacrime, talmente sono accalorati. Quindi posso soltanto dire che non ho mai preso nulla da nessuno, ho sempre dato, sono stato disponibile».
Tiero ha rivendicato anche l’attività svolta negli anni nel rapporto con cittadini e imprese, respingendo ogni lettura negativa del proprio operato.

«Sì, l’ho fatto in 40 anni di politica e spero di continuarlo a fare laddove è possibile. Io non mi devo richiamare a niente, solo una cosa forse. E qua Pasquale, il mio avvocato, mi dice sempre, siccome quando uno reputa di non nascondere nulla, parla anche al telefono in maniera tranquilla».
Infine, il consigliere ha ammesso che alcune frasi, rilette a posteriori, avrebbero potuto essere espresse diversamente, ma ha ribadito la propria serenità.

«Nel senso, qualche frase, forse se stavo un po’ più attento a dirla, ma a me le frasi dette sono frasi che non hanno nulla di riscontro. Però col senso del poi, molto probabilmente anche per il mio modo di fare, tra la gente e per la gente umile, ha tratto in errore chi doveva eventualmente fare queste valutazioni. Quindi quando c’è una cosa, io sono tranquillo».