Tpl a Latina, la beffa del biglietto a bordo può costare una cara sanzione

La beffa sale a bordo del Tpl, trasporto pubblico locale. Succede a Latina. A sollevare il caso è una critica mossa, da un appartenente al movimento Lbc, al gestore del servizio, la CsC Mobilità, per un’omessa informazione che può costare all’utente una sanzione di 50 euro.

Il fatto 

Sul sito istituzionale della CsC Mobilità, sezione “Biglietti e abbonamenti” si informa che i biglietti sono acquistabili presso le rivendite identificate con appositi adesivi e viene fornito un link per l’elenco delle rivendite. Viene spiegato che i biglietti acquistabili presso le rivendite sono di due tipologie, una per la corsa semplice al prezzo di 0,80 centesimi e una per la la durata di 100 minuti al prezzo di 1,20 euro. Nella stessa sezione viene indicata una terza opzione, l’acquisto del biglietto a bordo con un prezzo maggiorato; 1,5 euro per una corsa senza trasbordi. Da qui la critica. L’omessa informazione riguarda il fatto che, nella sezione “Biglietti e abbonamenti” non è scritto che i ticket acquistabili a bordo sono limitati, motivo per cui se chi sale a bordo si sente rispondere che la dotazione giornaliere è stata già esaurita o scende al volo o rischia la sanzione prevista per i “portoghesi”.

La polemica

L’esternazione della critica avviene sui social e nel dibattito innescato da una “ellebicina” scende in campo Dario Bellini, che in Consiglio comunale rappresenta la maggioranza targata proprio Latina Bene Comune. Il capogruppo reagisce come ad una sorta di assalto alla diligenza. Invece di condividere i termini del problema, che evidentemente ha già colpito ignari viaggiatori, cercando di sollecitare una soluzione all’assessorato e agli uffici preposti visto che il Comune, amministrato da Lbc, è titolare del servizio dato in concessione, difende a spada tratta l’operato del gestore.

Bellini replica affermando che l’informazione più dettagliata è contenuta nelle “condizioni di viaggio che andrebbero lette prima di salire a bordo”. Nello specifico posta il passaggio del regolamento laddove è scritto quanto segue: “E’ data la possibilità agli utenti che lo richiedano all’autista all’atto della salita e tramite moneta contata (massimo 5 euro) di acquisto del biglietto a bordo a tariffa maggiorata. Nei casi di indisponibilità dei titoli di viaggio, il passeggero che non sia in possesso di alcun titolo valido è ritenuto a tutti gli effetti passibile di sanzione amministrativa”.

“Sarebbe stato sufficiente aggiungere una piccola nota che rimandava al regolamento – risponde l’interlocutrice di Lbc -. Ma mi dispiace, non essendoci questa nota, per me resta un’informazione scorretta e ingannevole. Viaggiando per lavoro, in Europa, leggo sempre le modalità di acquisto dei biglietti e molto spesso, per non dire sempre, c’è la possibilità di acquisto a bordo che non prevede alcuna maggiorazione di costo e non mi è veramente mai capitato di non trovare la disponibilità dei biglietti…”.  Bellini motiva la limitazione dei biglietti a bordo sostenendo che se fosse aumentata comprometterebbe la percorrenza della tratta, essendo il conducente troppo impegnato a distribuire i ticket. “Allora va scritto nella sezione ‘Biglietti e abbonamenti’ – insiste la compagna di partito – che solo i primi dieci fortunati potranno acquistare il biglietto a bordo al prezzo di 1,5 euro e che per tutti gli altri il costo sarà di 50 euro”.

Il battibecco va avanti per un po’ con l’aggiunta di altri contributi volti a segnalare circostanze e multe assurde. Bellini, sempre più arroccato, rinvia la soluzione alla futura bigliettazione elettronica. Per ora, “potrà non piacere, ma la regola è questa e fino a quando un giudice non dichiara che è illegittima è questa”, scrive il capogruppo di maggioranza.

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