Usata nei collegamenti tra Formia e Ventotene, affonda nel porto di Napoli la motonave Falerno

Ventotene
Ventotene

Giace inclinata su un lato nelle acque del porto partenopeo, come un gigante ferito. La Motonave Falerno, per decenni punto di riferimento nei collegamenti marittimi tra Formia e Ventotene, è colata a picco nelle scorse ore per ragioni ancora da chiarire.
L’episodio ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi e dei controlli: sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli uomini della Capitaneria di Porto, mentre la Procura ha avviato accertamenti per comprendere cosa abbia determinato l’affondamento.
Una lunga storia sul mare
Varata nel 1965 dai cantieri navali Pellegrino di Napoli per conto della SPAN, la Falerno aveva segnato un’epoca nei trasporti verso le isole pontine. Appartenente alla classe “Tragara”, era apprezzata per le sue qualità nautiche e per una velocità di crociera che raggiungeva i 18 nodi, consentendo traversate rapide tra la terraferma e l’arcipelago.
Negli ultimi anni, però, la nave non era più operativa. Dopo la cessazione del servizio di linea per passeggeri e merci, era rimasta ferma e sottoposta a sequestro per questioni economiche. Solo di recente era stata ceduta a una società con sede in Nordafrica, intenzionata – secondo quanto emerso – a trasformarla in un locale galleggiante ormeggiato in porto.
Le ipotesi al vaglio
Le condizioni dello scafo, lasciato a lungo senza manutenzione, potrebbero aver inciso sulla stabilità dell’imbarcazione. Tuttavia, gli inquirenti non escludono altre concause. I sommozzatori hanno effettuato immersioni per verificare l’eventuale presenza di falle o danneggiamenti strutturali, mentre sono stati eseguiti campionamenti per monitorare possibili sversamenti di carburante o altre sostanze inquinanti nello specchio d’acqua.
Le operazioni di controllo ambientale proseguiranno nei prossimi giorni, con particolare attenzione alla tutela del bacino portuale.