Terracina, ortopedia a rischio. Di Tommaso: il tempo è scaduto, si dia corso all’Atto aziendale

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L'ospedale di Terracina

Ortopedia in bilico al Fiorini di Terracina, fuoco incrociato contro l’inerzia della direzione generale della Asl pontina. Dopo l’allarme lanciato ieri dal comitato pro ospedale che, denunciando la disattivazione in atto del reparto di ortopedia del nosocomio terracinese, ha preannunciato iniziative di contestazione, oggi è sceso in campo anche il candidato sindaco Alessandro Di Tommaso.

Alessandro Di Tommaso
Alessandro Di Tommaso

Subito due ortopedici

“Siamo stanchi di rincorrere notizie ed illazioni che parlano di ridimensionamenti di reparti e servizi – ha dichiarato Di Tommaso -. Si faccia bene e con tempestività la nomina per l’individuazione del responsabile medico che deve dirigere e coordinare la Uosd (Unità operativa semplice a valenza dipartimentale) di ortopedia di Terracina e si integri la dotazione organica della stessa con almeno altri due ortopedici così come era stato previsto ed autorizzato dalla Regione Lazio”. Si ricorda, per altro, che per la sola emergenza estiva la Regione aveva autorizzato 32 assunzioni per la Asl di Latina, con durata semestrale, tra cui tre figure mediche per Ortopedia e traumatologia. “Qualunque ipotesi di riorganizzazione – ha proseguito Di Tommaso – non può prescindere questo dato di fatto e cioè che senza ortopedici non si può operare e di conseguenza ogni distinzione tra interventi di urgenza e programmati risulta fine a se stessa e senza senso. Le deroghe da parte della Regione Lazio ci sono e per far questo è stata anche prevista, in seguito alla sentenza sull’orario di lavoro di medici ed infermieri, l’integrazione del fondo sanitario nazionale di altri 350 milioni di euro”.

Osservazione breve intensiva, l’altra richiesta

L’esponente del Pd chiede che “si dia seguito ai lavori per la realizzazione presso il Pronto soccorso della Osservazione Breve Intensiva e si ristrutturino i locali dello stesso per creare vere sale visita e spazi adeguati, quali la sala d’aspetto ed attesa, per accogliere gli assistiti”.

Chirurgia universitaria, serve un nuovo primario

L’aspirante primo cittadino ricorda anche l’uscita di scena per pensionamento del professor Franco Stagnitti, primario di Chirurgia universitaria. Ebbene, afferma Di Tommaso, è tempo di nominare un nuovo primario: “Si gestiscano le ingerenze e le fughe in avanti di chi, chirurgo per tutte le stagioni, senza possedere alcun ruolo ed incarico dipartimentale – ha affermato il candidato sindaco – decide da altri presidi lo spostamento di operatori e la trasformazione dei servizi”. “Si doti la Unità operativa complessa di chirurgia – ha aggiunto – ed il blocco operatorio di una nuova colonna per la laparoscopia”

E’ tempo di dare corso all’atto aziendale

Per Di Tommaso la misura è colma: “Se chi governa l’azienda non è in grado di ​determinare ​q​uei​  processi previsti nell’atto e difendere il territorio da determinati tipi di incursioni, ​lo faccia direttamente la Regione ed il Presidente Zingaretti​, noi ​dal canto nostro, ​non siamo più disposti a sopportare questo scempio”. “Qualunque altra ipotesi di lavoro non prevista dal piano e fuori da logiche di valorizzazione e salvaguardia del nosocomio terracinese – ha preannunciato il candidato sindaco – verrà fortemente ostacolata con tutti i mezzi leciti e iniziative sul territorio tese ad affermare con determinazione l’importanza fondamentale della presenza dei suddetti servizi per la città di Terracina e il ​territorio limitrofo”.

La replica di Golfieri

“Ma quale atto aziendale, è questo il male”, ha subito replicato l’ex consigliere comunale Valerio Golfieri del Pri.

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