Palazzo M, Ranaldi: “Una piazza pubblica diventa cortile privato”

Il restauro di Palazzo M al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare il caso è Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale di PerLatina2032, che interviene sull’ipotesi di installare tre cancellate metalliche sul fronte di Corso della Repubblica, nell’ambito del progetto di recupero dello storico edificio progettato da Oriolo Frezzotti.
L’intervento 30 milioni di euro attraverso bandi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha l’obiettivo di restituire solidità e decoro a uno dei luoghi simbolo dell’architettura razionalista di Latina.

Accanto alle opere di consolidamento e ripristino, però, è prevista anche “una misura destinata a incidere profondamente sul rapporto tra Palazzo M e lo spazio pubblico circostante: la chiusura del piazzale Araldo di Crollalanza con tre cancelli”.

«Avverto il dovere di denunciare questo paradosso: Palazzo M non è una caserma di periferia, nacque nel disegno di Frezzotti come fulcro del “Foro Littorio”, una monumentale quinta scenografica aperta, concepita per accogliere le adunate e dialogare costantemente con la piazza antistante. Mettere tre cancelli significa compiere un ribaltamento culturale: trasformare una piazza pubblica in un cortile privato. Significa lanciare un messaggio di diffidenza verso la città».

Il consigliere contesta in particolare la motivazione legata alla sicurezza dell’area, ritenendo anacronistica la scelta di ricorrere a barriere fisiche in un contesto urbano che potrebbe essere controllato con strumenti tecnologici meno invasivi.
«Nel 2026, nell’era della smart city, delle telecamere ad alta definizione e della videosorveglianza predittiva, davvero abbiamo bisogno di erigere barriere fisiche e inferriate per garantire la sicurezza di un perimetro? La Guardia di Finanza ha tutti gli strumenti tecnologici per controllare il piazzale senza bisogno di ‘recintare’ la storia. Nella relazione del progetto si legge che, su esplicita richiesta della Guardia di Finanza, che occupa l’immobile, si ipotizza l’inserimento di tre cancelli per una “mera funzione dissuasiva della libera circolazione notturna all’interno del piazzale Araldo di Crollalanza».

Il progetto esecutivo prevede il consolidamento della facciata posteriore e il recupero della cortina laterizia originaria. Tuttavia, per l’esponente di PerLatina2032, il nodo non riguarda la necessità del restauro, che viene definito indispensabile, ma il metodo seguito e l’impatto urbanistico della scelta.

Ranaldi punta il dito anche contro l’iter amministrativo, sostenendo che la Conferenza di Servizi avrebbe coinvolto Ministero della Cultura, Regione Lazio e Provveditorato alle Opere Pubbliche, lasciando però fuori il Comune di Latina e il settore Urbanistica.
«Com’è possibile che gli organi dello Stato pianifichino una modifica così impattante sul tessuto urbano ignorando completamente l’amministrazione locale? Il Comune sta portando avanti con fatica e visione un Masterplan del Centro Storico incentrato proprio sulla permeabilità dei luoghi, sulla valorizzazione dei vuoti urbani e sulla restituzione degli spazi ai cittadini. Mentre noi pianifichiamo una città aperta, gli enti sovraordinati – sfruttando le maglie larghe delle procedure per gli immobili militari – firmano la ‘fortificazione’ di Palazzo M».
Secondo Ranaldi, il rischio è che un intervento nato per recuperare un bene storico finisca per alterarne la funzione urbana, riducendo l’accessibilità di uno spazio centrale della città. Da qui la richiesta all’Amministrazione comunale di intervenire prima che l’iter arrivi a un punto non più modificabile.
«Il restauro di Palazzo M è sacrosanto e va difeso. Ma la sicurezza non può diventare il pretesto per sottrarre pezzi di città alla collettività. Se oggi accettiamo che una piazza monumentale venga chiusa da cancelli, domani quale altro spazio pubblico verrà recintato in nome del decoro o della sicurezza passiva? Chiedo ufficialmente che l’Amministrazione Comunale si faccia sentire e pretenda l’apertura immediata di un tavolo di copianificazione con il Provveditorato e la Soprintendenza. Quei tre cancelli vanno stralciati dal progetto. Troviamo quindi opportuno modificare questo punto dal progetto, prima che le scadenze dei bandi rendano il danno irreversibile. Latina merita di essere vissuta, non recintata».