Terracina, da ortopedia alla Regione col coltello fra i denti

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L'ospedale di Terracina

“Confidiamo nel fatto che, dopo aver vinto le elezioni comunali, prima o poi anche in Regione Lazio possa sedere un autentico rappresentante del popolo terracinese con il coltello fra i denti per difendere i nostri diritti”. Così Nicola Procaccini e Gianfranco Sciscione a margine delle precisazioni sul caso ortopedia dell’ospedale Fiorini. Candidato alla carica di sindaco il primo, l’obiettivo del secondo resta la Pisana. Una verità mai sottaciuta e ribadita anche subito dopo l’estate in occasione dell’annunciato appoggio alla coppia da parte del parlamentare pontino Federico Fauttilli del gruppo Per l’Italia-Centro democratico. Dopo aver spiegato dell’ospedale, Procaccini e Sciscione si rallegrano della soluzione, affermando di rifiutare l’idea che un partito possa anteporre i propri interessi a quelli della propria città. Un attacco al Pd che nei giorni scorsi aveva osato gettare acqua sull’allarme lanciato a proposito di una presunta chiusura del reparto di ortopedia. Procaccini e Sciscione confidano così di avere presto un rappresentante del popolo terracinese con il coltello fra i denti per difendere la città. ”Magari – aggiungono – a cominciare da quel treno che da 3 anni non arriva più a Terracina, anche grazie alla bella pensata del candidato sindaco del Pd di realizzare una pista ciclabile al posto della ferrovia”. E a chi gli contesta di aver orchestrato un ribaltone in Comune prima di essere sfiduciati replicano: “Abbiamo riunito la Terracina uscita divisa in due dalle ultime elezioni cittadine e la manterremo unita contro tutto e contro tutti. Fino alla fine”.

Nicola Procaccini e Gianfranco Sciscione
Nicola Procaccini e Gianfranco Sciscione

Il tentativo di svuotamento del reparto

Ed ecco la loro verità sull’ospedale. “Un paio di settimane fa – scrivono in un lunghissimo comunicato stampa – abbiamo pubblicamente denunciato il tentativo di svuotamento del reparto di Ortopedia e Traumatologia presso l’ospedale Alfredo Fiorini. Nel corso di una conferenza stampa abbiamo mostrato agli occhi della pubblica opinione il documento con il quale il dottor Benedetto Di Giorgio, con il parere favorevole del professor Giovanni Baiano, ne chiedeva sostanzialmente la cancellazione a beneficio del nosocomio formiano. Una decisione che sarebbe stata devastante per l’offerta sanitaria terracinese e del suo comprensorio territoriale. Tutto questo stava avvenendo nel disinteresse totale del Pd terracinese. Una volta appresa la sconcertante notizia ed ottenuta la documentazione che la comprovava, ci siamo trovati di fronte due strade: restare in silenzio e attendere che la decisione divenisse irrevocabile, per poi trarne un vantaggio di parte; oppure lanciare il segnale affinché qualcuno, per la precisione lo stesso Pd locale, fosse costretto ad intervenire presso il Pd regionale. L’allarme dato da noi e dal Comitato pro ospedale è servito ad evitare quello che è successo nel passato: ovvero che nel silenzio di tutti il nostro ospedale venisse espropriato di un servizio fondamentale. Vale la pena ricordare agli esponenti della pseudosinistra terracinese che tra coloro che hanno fortunatamente lanciato l’allarme c’è stato anche l’ex assessore Antonio Bernardi che non è certamente né un disinformato né esponente della nostra amministrazione”.

Non abbasseremo mai la guardia

“Oggi si dice – concludono – che il manager Asl abbia respinto al mittente la richiesta ‘formiana’ e ce ne rallegriamo, ma non abbasseremo mai la guardia. Per quanto ci riguarda, ci rifiutiamo di anteporre l’interesse di un partito a quello della nostra città e non daremo tregua a chiunque cercherà di danneggiarla”. Da qui la necessità di sedere in Regione con il coltello fra i denti.

 

Nei giorni scorsi gli interventi del Pd 1 e 2.

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