Aprilia, telecamere troppo care e assenza di un progetto: la denuncia di La Pegna

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Troppi soldi spesi, carenze dal punto nella documentazione e assenza totale di progettualità. Il consigliere della lista Aprilia Valore Comune Vincenzo La Pegna spara a zero sul progetto portato avanti dall’amministrazione per dotare la città di telecamere di videosorveglianza e preannuncia di voler andare fino in fondo, chiamando in causa la commissione trasparenza per fare chiarezza su una spesa di denaro pubblico, troppo elevata rispetto all’effettivo valore degli impianti installati. In città l’amministrazione avrebbe apposto 102 telecamere, alcune già usate e non tutte funzionanti, stando alla denuncia di La Pegna, costate ben 600 mila euro alle casse dell’ente, troppo rispetto ai costi reali del materiale utilizzato. Nel mirino del consigliere di centrodestra in particolare gli affidamenti fatti alla Vision Power, che avrebbe percepito dall’ente di piazza Roma la maggior parte della cifra, ma l’incarico diretto è stato pagato con atti da 39mila euro alla volta. “A differenza delle altre ditte che hanno fornito servizi all’ente sulla videosorveglianza- denuncia La Pegna- questa ditta non ha prodotto fatture regolari, riportando cioè il dettaglio dei beni acquistati e i singoli costi di ogni pezzo. Resto perplesso nel constatare che rispetto ai costi reali dell’acquisto dei dispositivi, l’ente di piazza Roma ha pagato almeno il doppio, dotandosi tra l’altro di telecamere a volte obsolete, a volte addirittura usate. Ben venga l’intensificazione della videosorveglianza, ma non con le modalità scelte dalle civiche”. Oltre a notare una spesa eccessiva se rapportata al risultato, il consigliere La Pegna non ha nascosto pesanti perplessità sul modus operandi dell’amministrazione. “Sulla videosorveglianza- accusa La Pegna- la maggioranza naviga a vista. L’esecutivo non ha un progetto chiaro, ma i dispositivi vengono apposti in base alle esigenze manifestate dai singoli cittadini o comitati, senza alcun criterio oggettivo. Il risultato è che siamo pieni di dispositivi installati, ma su nessuno esiste un certificato rilasciato da un tecnico competente del comune. Le firme sono state messe dal dirigente della Polizia Locale, che non ha la competenza tecnica per poter certificare quel tipo di impianto. In altri casi dell’installazione se n’è occupato il personale della Multiservizi, la cui professionalità è indiscussa ma non per questo tipo di lavoro delicato”.

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