Aprilia, “Cittadini truffati per anni”. L’affondo di Carmen Porcelli sulla sentenza per le somme non versate ad Acqualatina

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Poca chiarezza e un racconto fuorviante della vicenda. Dopo il commento del sindaco di Aprilia Antonio Terra sulla sentenza del Tribunale di Latina sulle somme versate dai cittadini al comune e non ad Acqualatina, il consigliere della lista Primavera Apriliana spara a zero sulla gestione del caso da parte delle civiche che, secondo l’esponente di centrosinistra avrebbero portato avanti una battaglia persa alimentando la confusione tra gli utenti apriliani. “E’ già stato stabilito- spiega Carmen Porcelli- che il Comune non può pagare ad Acqualatina, se il Comune lo dovesse fare ammetterebbe l’esistenza del reato di appropriazione indebita, la stessa che il Comune si premura di specificare nelle determine di rimborso ai cittadini. Inoltre in questa vicenda, non c’entra nulla il decorso decennale valido per la prescrizione – pena la perdita definitiva al diritto al rimborso – che è stata invece stabilita sempre dal Comune di Aprilia, anzi dall’avvocatura e dalle finanze. tanta la fretta che ha anche asserito delle inesattezze clamorose: i cittadini non hanno pagato le bollette al Comune, (le bollette semmai le manda Aqualatina) ma perdoniamo il vizio lessicale, il sindaco dovrebbe sapere che i cittadini hanno versato il corrispettivo sul conto corrente postale intestato al Comune che è impignorabile. Ciò dimostra l’assenza di una possibilità di corrispondenza contabile tra Acqualatina il Comune di Aprilia”. L’esponente di centrosinistra sottolinea insomma un’anomalia. Gli utenti per anni non hanno versato al comune il denaro dovuto dalle bollette di Acqualatina, bensì un contributo volontario che il comune ha incassato per anni. “Sulla vicenda acqua- precisa ancora il consigliere- il sindaco Terra non sa più come giustificare il continuo ricorso ai legali per perorare una causa che oggi più di ieri si dimostra fallimentare, lo dico soprattutto relativamente al discorso delle opere nelle periferie. Molti dei cittadini che avevano scelto di pagare diversamente, cioè di versare nelle casse del Comune, per evitare l’esecuzione dell’ufficiale giudiziario hanno contrattato con la società, mentre già altri nel tempo hanno sistemato il loro debito con Acqualatina.  Stupisce come un sindaco che dovrebbe assumersi la responsabilità delle sue azioni amministrative, anziché agire nel giusto e salvaguardare i suoi cittadini insista con delle clamorose bugie per salvare la faccia. La verità è che senza la mia campagna informativa sulla possibilità dei rimborsi, molti cittadini avrebbero perso i loro soldi. E questa sul Codice civile si chiama truffa. Altro che politici distratti e in malafede.Pensi piuttosto a fare il sindaco e ad occuparsi dio cose più importanti che non la semplice e sterile polemica politica, basata poi sull’aria fritta. In questo caso la sua”.

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