Sabaudia, Fratelli d’Italia s’impunta sulla Cuc e il sindaco Lucci rassegna le dimissioni

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Maurizio Lucci

Maurizio Lucci, sindaco di Sabaudia, si dimette e i lavori del Consiglio comunale proseguono lo stesso. E’ accaduto nel corso dell’assise cittadina di questa sera. In discussione la centrale unica di committenza che da questione tecnica si è trasformata in argomentazione politica facendo precipitare la crisi amministrativa entrata in scena il mese scorso a seguito delle rivendicazioni di Fratelli d’Italia.

Lo scontro politico sulla Cuc

Nonostante le aperture mostrate dal primo cittadino nei confronti del gruppo, lo strappo non si è ricucito tant’è che nella seduta di questa sera, all’esame della delibera relativa alla Cuc, il consigliere FdI Piera Polisena ha eccepito una carenza istruttoria accomunando la sua posizione a quella degli esponenti di minoranza Luca Mignacca e Giovanni Secci. Una dichiarazione dura che fa seguito all’astensione della delibera sul patto dei sindaci approvata per il rotto della cuffia il 18 gennaio scorso.

Il sindaco si dimette, i “nemici” restano in Consiglio

Il sindaco, uscito dall’aula, è rientrato poco dopo con una lettera di dimissioni consegnata al segretario comunale. A questo punto i fedelissimi hanno abbandonato i lavori che sono però proseguiti per la discussione degli altri punti all’ordine del giorno con gli esponenti di Fratelli d’Italia e dell’opposizione.

Le dimissioni… revocabili

Quelle di Lucci sono dimissioni revocabili. Lo stabilisce la normativa in materia che dà 20 giorni di tempo per verificare la sussistenza di una maggioranza anche alternativa. Il primo cittadino dimissionario ha lasciato intendere che proverà a verificare le condizioni per andare avanti anche prima del termine dei venti giorni. Già domani mattina ascolterà le diverse componenti politiche che siedono in Consiglio comunale. Lucci anche in passato è dovuto ricorrere all’escamotage delle dimissioni per ricondurre i componenti di maggioranza alle loro responsabilità. Quella volta tuttavia le cose non andarono benissimo è si finì nel consegnare la città al commissario prefettizio.

Qui il commento di Pietro Piroli, coordinatore del Pd di Sabaudia.

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