Latina, gli emblematici intrecci tra mattone e politica: il caso Isonzo Residence

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Il vizio irrinunciabile di fare business. Così lo definisce Latina Oggi nell’inchiesta pubblicata questa mattina, in cui ricostruisce una storia emblematica dell’intreccio indissolubile tra gli affari dei costruttori egli interessi, anche economici, di consiglieri e assessori comunali di Latina.

Una storia che comincia nel 2007 ma che subisce un’accelerazione improvvisa il 12 febbraio del 2009 quando viene esaminato in commissione urbanistica (e approvato all’unanimità) lo studio di fattibilità redatto da alcuni professionisti per un piano di intervento alla periferia della città, in particolare nella zona compresa tra via dell’Agora e via Veneto. Ebbene, racconta Alessandro Panigutti, appena tredici giorni dopo quell’approvazione, viene costituita una società, la Isonzo Residence Srl, in cui figurano, attraverso altre quattro società, molti attori della scena politica di Latina. A partire dall’allora consigliere comunale Marco Gatto, in passato anche assessore; e poi la moglie di un consigliere comunale; c’è Michele Nasso, consigliere comunale e costruttore tra i più in vista; ci sono la moglie e il cognato di un altro consigliere comunale, Giuseppe Di Rubbo. Un mese dopo, la Isonzo Residence Srl sottoscrive un compromesso per l’acquisizione della metà indivisa di un terreno agricolo di 5,75 ettari fissando il prezzo della compravendita a 650mila euro. Ma la compravendita avverrà solo nel luglio 2014: Michele Nasso e Giuseppe Di Rubbo, in quel momento, sono entrambi assessore al Comune di Latina.

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