Omicidio di Fondi, il killer è arrivato in taxi e si è fatto prestare il coltello per uccidere lo zio

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Antonio Fragione, 34 anni

Ha viaggiato in taxi e si è fatto prestare il coltello… per uccidere, una storia di ordinaria follia per poche centinaia di euro. Risolto con un arresto il giallo di via Madonna delle Grazie.

Il tavolo della conferenza stampaIncastrato dalle telecamere

Il presunto assassino del 79enne Vincenzo Zuena, ucciso a coltellate nella serata del 14 marzo all’interno della sua abitazione di via Madonna delle Grazie a Fondi, è stato incastrato dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza installate presso le attività commerciali della zona in cui è avvenuto il delitto e presso la stazione ferroviaria di Formia, ma anche e soprattutto da importantissime testimonianze.

Arrestato a Napoli

Antonio Fragione, 34enne nato a Terracina e formalmente residente ad Itri, è stato arrestato questa mattina all’alba a Napoli dagli uomini della Polizia di Stato, dove già nella tarda serata di lunedì scorso aveva tentato di confondersi tra la malavita che ruota attorno alla stazione centrale del capoluogo campano che già frequentava da qualche tempo, facendo da spola tra Napoli e Sperlonga, dove negli ultimi mesi aveva trovato una sistemazione abitativa. E’ accusato di omicidio aggravato e rapina aggravata. Un volto noto alle forze dell’ordine, in quanto tossicodipendente e già arrestato più volte per furto e reati connessi alla droga.

Massimo Mazio e Antonio Galante
Massimo Mazio e Antonio Galante

La risposta rapida degli inquirenti

L’arresto di oggi è il risultato di una rapida investigazione coordinata dal sostituto procuratore Cristina Pigozzo, svolta dagli uomini del Commissariato di Fondi, diretto dal vice questore aggiunto Massimo Mazio, e dal personale diretto dal vice questore aggiunto Antonio Galante, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Latina. Un lavoro di squadra che ha consentito di dare una risposta immediata – ha sottolineato il questore Giuseppe De Matteis nel corso della conferenza stampa che si è tenuta dell’aula “Paolo Borsellino” della Procura di Latina – ad un episodio di forte allarme sociale.

Antonio Fragione ripreso dalle telecamere della stazione
Antonio Fragione ripreso dalle telecamere della stazione

Quel taxi in via Madonna delle Grazie

Il primo tassello del complicato puzzle lo hanno fornito – ha spiegato il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia – da alcuni testimoni che hanno riferito della presenza di un’automobile in via Madonna delle Grazie. “Era un taxi Fiat Croma – ha aggiunto Mazio – che era arrivato in via Madonna delle Grazie intorno alle 17”. Il resto lo hanno fatto le telecamere. Attraverso le immagini infatti, gli inquirenti sono riusciti a risalire con esattezza al mezzo, al suo percorso e ovviamente all’autista che raggiunto dalla Polizia, il giorno successivo al delitto, si è subito messo a disposizione, collaborando fattivamente all’identificazione del suo passeggero. Il tassista avrebbe riferito di essere partito dalla stazione di Formia con a bordo un giovane che si era fatto accompagnare a Fondi in via Madonna delle Grazie, dicendogli di attenderlo qualche minuto. Poi sarebbe tornato in auto, bagnato dalla pioggia, chiedendogli – dopo aver pattuito il prezzo della corsa in 150 euro – di portarlo alla stazione di Napoli. Il tassista ha riferito agli inquirenti di non essersi accorto di nulla e di aver appreso successivamente che in quella zona di Fondi era stato commesso un omicidio. Estratte le immagini del giovane, ripreso sia dalle telecamere della stazione di Formia dove – partito da Napoli su un convoglio diretto a Roma – era dovuto scendere per via di uno sciopero del personale di Trenitalia e sia da quelle presenti nella zona del delitto, il tassista lo ha riconosciuto quale suo cliente di quella maledetta sera. Giungere all’identità del presunto killer deve essere stato un gioco da ragazzi, considerando la notorietà delle stesso in termini di pregiudizi di polizia e il vincolo di parentela con la famiglia Zuena. Antonio Fragione è nipote di secondo grado della vittima.

Il movente del denaro

In quanto al movente resta quello della rapina. Con molta probabilità il 34enne, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era andato a battere cassa dagli zii di Fondi dai quali aveva già ottenuto in prestito poche centinaia di euro che non riusciva a restituire. Presentatosi sull’uscio di casa, lo zio – solo in quel momento, sua moglie Alessandra Trani era uscita per fare la spesa e lei lo ritroverà morto alle 19 – gli aveva aperto la porta per essere poi colpito a morte alle spalle e in altre parti del corpo. Poi, dopo aver rovistato nella stanza da letto e preso probabilmente il denaro per pagare il tassista, se ne era andato velocemente forse disturbato da qualche rumore prima di recuperare un bottino più sostanzioso.

L’arma presa in prestito  

Gli investigatori sono tuttora impegnati nella ricerca dell’arma, un coltello preso in presti al bar nei pressi del civico 207 di via Madonna delle Grazie. La descrizione fornita dal titolare sullo sconosciuto che gli aveva chiesto in prestito un coltello con la scusa di dover riparare un’auto che lo aveva piantato in asso, coincide con quella del 34enne che quel giorno indossava una giacca mimetica sopra un maglioncino azzurro.

I funerali della vittima

Oggi alle 16 a Sperlonga la celebrazione dei funerali di Vincenzo Zuela, nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo. Fragione, arrestato dai poliziotti di Fondi con l’ausilio dei colleghi della Squadra Mobile di Napoli, si trova ora nel carcere del capoluogo campano sulla base del fermo emesso dalla dottoressa Pigozzo che ha ritenuto validi gli indizi di colpevolezza raccolti dagli investigatori pontini.

La dichiarazione del sindaco di Fondi

“A nome dell’Amministrazione comunale e di tutti i miei concittadini – ha dichiarato il sindaco di Fondi, Salvatore De Meo – desidero rivolgere un sentito ringraziamento a S.E. il Prefetto di Latina Pierluigi Faloni e al Questore di Latina Giuseppe De Matteis per aver dimostrato, in questi giorni delicati, grande vicinanza alla città di Fondi contribuendo a rasserenare il clima sociale e il tessuto economico della piana, dove prevalgono i valori del lavoro, della solidarietà e dell’impegno sociale, come dimostra l’esito della tragica vicenda, che non ha alcuna connessione con fatti di criminalità organizzata. Spiace che, anziché rispettare il lavoro degli investigatori e attenderne le conclusioni, alcuni si siano avventurati in ipotesi inverosimili che non hanno alcuna utilità informativa poiché prive di ancoraggi con la realtà e che nondimeno lasciano ipotizzare che vengano create ad arte, ogni qual volta se ne ravvisi l’occasione, per danneggiare l’immagine della città e la rispettabilità dei suoi abitanti. Siamo stanchi di subire costantemente inopportune e lesive inesattezze e speculazioni mediatiche, che continueremo a contrastare con forza. Mi congratulo con il Vice Questore Massimo Mazio e i suoi uomini per la costanza con cui hanno seguito il caso e per la tempestività con cui lo hanno risolto assicurando alla giustizia il responsabile, con l’augurio che l’efficacia investigativa dei tutori dell’ordine pubblico possa contribuire a scongiurare ulteriori simili episodi. Ci sentiamo rassicurati dalla presenza delle Forze dell’Ordine sul nostro territorio e dall’abnegazione con cui affrontano quotidianamente il proprio lavoro a servizio della comunità. Un lavoro che potrebbe essere svolto certamente in maniera più agevole e funzionale se la P.S. di Fondi potesse contare su una più ampia sede, come da me più volte proposto, che a tutela dei cittadini e degli operatori economici rappresenterebbe un ancor più funzionale presidio di legalità per il nostro territorio. Di ciò ho discusso proprio nella giornata di ieri con il Questore De Matteis, che ha voluto farmi visita presso la Casa comunale, ed è un tema su cui torneremo a discutere già nelle prossime settimane”.

 

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