Terracina, deserta l’asta per la vendita del mercato Arene. Ha vinto la Casa della cultura

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Ex mercato Arene

Nessun acquirente per l’ex mercato Arene di Terracina: deserta l’asta di oggi per la vendita dell’immobile comunale di via Benito Di Florio al prezzo base di 1.600.000 euro. Il bando per l’alienazione è stato fortemente contrastato dal comitato Casa della cultura senza tuttavia ottenere un dietrofront del commissario straordinario dell’ente municipale che con la vendita sperava di ripianare i debiti del dissesto. A nulla era valso anche il documento sottoscritto dai candidati sindaci di Terracina per chiedere al commissario di sospendere il bando e di lasciare la decisione all’amministrazione democraticamente eletta a breve. Due sconfitte intermedie ampiamente ripagate oggi dall’assenza di acquirenti che ha fatto vincere definitivamente la battaglia, sostenuta da forze trasversali, per la Casa della Cultura, un progetto di riqualificazione dell’immobile ad uso pubblico e di riqualificazione del quartiere Arene. Fallito invece il tentativo di vendere un bene del Comune per risanare le casse e che forse avrebbe favorito eventuali speculazioni legate alla realizzazione di un nuovo centro commerciale. E con oggi è andata deserta la terza asta per lo stesso immobile.

Alessandro Ceci“Game over per il mercato Arene” è la reazione a caldo di Alessandro Ceci, del comitato Casa della Cultura e dell’associazione Amo Terracina, sull’asta deserta. “Non voglio fare commenti – afferma – sulla inutile pervicacia che è costata allo Straordinario Commissario della nostra città il dissenso dei cittadini, una nota al prefetto e ai ministri competenti, una interrogazione parlamentare, un documento di dissenso di tutti i candidati a Sindaco per il Comune di Terracina e quasi una sommossa popolare… Voglio fare soltanto un commento sereno sulla stupidità della mentalità ragionieristica nella amministrazione di una città. Come è evidente adesso a tutti, alcuni immobili non sono vendibili e fare cassa mettendoli all’asta è la più fantasiosa delle illusioni. Tanta concretezza paventata e urgenza proclamata si risolve, alla fine, con la solita bolla di sapone scoppiata in faccia alle concrete persone di sostanza, che vogliono soldi non chiacchiere, senza poi farli mai davvero. Credo che abbiamo un bisogno insuperabile di serietà e smetterla di giocare con soldi nascosti nel bilancio e debiti trasferiti agli anni successivi, con previsioni di vendita e di incasso farlocche, per illudere i cittadini di essere usciti dal dissesto prima della campagna elettorale. I giochetti illusionistici delle tre carte si facciano alle fiere non sul Comune”.

Ceci ha sempre pensato (ed anche sufficientemente proclamato) che il mercato Arene non era vendibile alle condizioni normali di investimento e che, se qualcuno lo avesse fatto davvero avrebbe destato sospetti, “non essendoci margini economici”. “Ora questo è chiarissimo – spiega – e, a meno che non si voglia tentare l’impervia strada di una pericolosa trattativa privata al ribasso per una svendita sospetta, meglio, molto meglio iniziare a pensare a un progetto di recupero dell’immobile e del comparto urbanistico, come farebbe ogni sana politica, e non illusorie e illusionistiche contabilità di comodo. I debiti di bilancio e la esclusiva vendita del mercato Arene, non possono essere la foglia di fico opportunisticamente utile a nascondere chissà quali altri interessi. E finalmente questa discussione, sui progetti di riqualificazione cittadina, è davvero una cosa concreta e possibile.
Ringrazio sinceramente tutti coloro (e sono tanti) che hanno sostenuto la nostra azione. Ora aspettiamo il programma della prossima amministrazione”.

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