Livelli baronali, il caso del Circeo sul tavolo del Governo con un’interrogazione al Ministro Padoan

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Il ministro Pier Carlo Padoan

Si è tenuta ieri sera la riunione pubblica organizzata dall’associazione Lapis, coordinata da Vincenzo Bianchi, al fine di mettere in campo sinergie utili a risolvere il caso dei livelli baronali che gravano su moltissime proprietà immobiliari di San Felice Circeo. All’incontro hanno preso parte il vice sindaco Eugenio Saputo e gli avvocati Fabio Serrecchia e Valentina Tirotta. Al tavolo anche Maurizio Paolini, dell’associazione Lapis.

 I livelli baronali al Circeo, derivanti dall’eredità di un passato “feudale”, sono ancora vigenti secondo quanto sostenuto dagli eredi Aguet e Blanc (il feudo di San Felice Circeo fu acquistato nel 1898 dal barone James Auget Giovanpaolo) e risultano comunque ancora trascritti nella conservatoria dell’Agenzia del Territorio. Detti livelli (contratti agrari) creano notevoli problemi a chi detiene a qualsiasi titolo i fondi gravati, in quanto possono insorgere rilevanti problemi connessi alla sfruttabilità ed alienabilità degli immobili e si incontrano rilevanti difficoltà nel caso si volesse usare come garanzia la proprietà, nell’eventuale accensione di un mutuo bancario o in caso di compravendita, laddove l’acquirente richieda l’estinzione del livello. Il vincolo è presente anche su alcuni terreni di proprietà del Comune, come ha dichiarato di recente il vice sindaco Saputo.

I proprietari delle case costruite su questi terreni, nel caso in cui volessero vendere le abitazioni, dovrebbero corrispondere una somma di denaro agli eredi Aguet al fine di estinguere tramite rinuncia tali livelli baronali (somma variabile fino al 30% del valore dell’immobile).

L’amministrazione comunale, ha ribadito ieri sera Saputo, ha già consultato un professore universitario per una ricerca storica sul caso del Circeo al fine di trovare il bandolo della matassa. Da quanto si apprende pare che gli eredi Aguet e Blanc sarebbero pure disponibili alla cancellazione dei livelli, a patto che si raggiunga un accordo che li “soddisfi” pienamente. Una sorta di ricatto a cui nessuno al Circeo avrebbe intenzione di cedere, visto che per sessant’anni nessuno ha emesso ruoli e che nel 2013 gli eredi del barone hanno effettuato trascrizioni in loro favore, anche su beni mai rientrati negli antichi contratti.

Intanto, nel corso della serata di ieri, è stata presentata un’interrogazione parlamentare, sollecitata da Lapis, firmata (documentazione già inviata alla Vigilanza) dai deputati Filiberto Zaratti di Sinistra Italiana e Nazzareno Pilozzi del Partito democratico rivolta al ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. Al rappresentante del Governo, i due parlamentari chiedono se non sia “opportuno promuovere un’ispezione presso l’Agenzia del Territorio Ufficio di Latina, al fine di verificare se le condizioni di legge per la permanenza delle trascrizioni dei cosiddetti livelli baronali siano state rispettate avviando se possibile una revisione delle stesse in via amministrativa”.

Zaratti e Pilozzi chiedono inoltre se sia “possibile la cancellazione di tali trascrizioni catastali pregiudizievoli tramite la pubblicità sanante” e se sia “possibile un auspicabile intervento legislativo atto a sanare la permanenza di tali situazioni antistoriche con abolizione di questi gravami a fronte della mancata richiesta di pagamento di canone da almeno 60 anni”.

Da sinistra Vincenzo Bianchi, Maurizio Paolini, Fabio Serrecchia e Valentina Tirotta
Da sinistra Vincenzo Bianchi, Maurizio Paolini, Fabio Serrecchia e Valentina Tirotta

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