Roma-Latina, corridoio indigesto al Comitato del No: il nuovo tracciato tra bugie, dubbi e contraddizioni

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Il comitato “No corridoio Roma-Latina” scalda i motori in vista dell’apertura dei cantieri previsti per la realizzazione delle nuove infrastrutture per un investimento miliardario. Il sodalizio evidenzia che, contrariamente a quanto dichiarato dagli esponenti politici pontini, Enrico Forte, Giuseppe Simeone e Claudio Moscardelli, “l’autostrada Roma-Latina non si sovrapporrà all’attuale Pontina per l’86% ma solo per il 50%”. Una differenza non di poco conto per il comitato contrario al consumo del suolo per il potenziamento del trasporto su gomma.

Le opere previste, secondo il comitato del no, non si concretizzeranno con la messa in sicurezza dell’attuale tracciato, né si configureranno come una super Pontina o una nuova Pontina. Nulla di tutto questo, polemizza il comitato, ma “un’autostrada di tipo A, con diversi caselli di ingresso/uscita dove pagare la beffa del pedaggio”.

Evidenziati i tratti in sovrapposizione, da Borgo Piave ad Aprilia Sud e da Pomezia Nord a Malpasso (Tor de Cenci-Roma), il comitato rileva che da Aprilia Sud a Pomezia Nord il nuovo tracciato è completamente esterno all’attuale strada regionale e che il tratto Tor de Cenci- Spinaceto resterà un imbuto con file di auto interminabili. Dunque gli interrogativi: “Come sarà regolata in futuro la viabilità locale tra Aprilia e Pomezia? L’attuale tratto Aprilia Sud-Pomezia Nord verrà abbandonato o sarà destinato alla viabilità locale urbana?”

Il tratto in sovrapposizione, conclude il comitato, “verrà totalmente smantellato perché il fondo stradale deve essere adeguato alla velocità autostradale di 130 km/h”. Queste le criticità messe in luce dal fronte del no.

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