Latina, protocollo contro le occupazioni abusive degli alloggi popolari. Gli sgomberi in trenta giorni

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Da sinistra Walter Dian, Paolo Ciampi, Giuseppe De Matteis e Fabrizio Ferracci

Siglato oggi dal Questore e dal commissario straordinario dell’Ater di Latina un protocollo per prevenire le occupazioni abusive all’interno degli alloggi popolari nel capoluogo pontino e negli altri comuni della provincia. L’obiettivo finale è quello di agevolare le effettive assegnazioni agli aventi diritto in graduatoria, con azioni di recupero rapide e certe degli alloggi illecitamente occupati.

Il patrimonio immobiliare dell’Ater nel comune di Latina è composto da 2020 alloggi, di cui 167 occupati senza alcun titolo e 79 in attesa di assegnazione in sanatoria. Nel 2015 l’Ater è riuscita a recuperare 29 unità, contro le 19 del precedente anno. Nei primi sei mesi del 2016 sono stati “liberati” 29 alloggi. Ma non è un’operazione semplice. Perché nel momento che si esegue lo sgombero c’è subito qualcuno che ne approfitta e allora in molti casi è necessario istallare porte blindate. La prevenzione del fenomeno dell’occupazione abusiva impone la riduzione dei tempi dell’ingresso dei legittimi assegnatari che spesso non è possibile per le condizioni in cui versano gli stabili sgomberati.

Di tutto ciò se ne è parlato questa mattina nel corso della conferenza stampa indetta per illustrare i termini del protocollo siglato dal Questore Giuseppe De Matteis e dal commissario straordinario dell’Ater Fabrizio Ferracci, alla presenza del direttore generale Paolo Ciampi e del dirigente della Digos Walter Dian.

Il fenomeno delle occupazioni abusive degli alloggi popolari è spesso riconducibile a contesti delinquenziali. Il Questore ha ricordato come lo scorso anno, nel corso dell’operazione di polizia che portò all’arresto di Angelo Travali, appartenente al clan Ciarelli-Di Silvio, siano emerso come più abitazioni popolari fossero nella disponibilità di uno stesso soggetto. “L’Ater è risultata vittima di questo fenomeno”, ha commentato De Matteis mettendo in luce il fatto che le assegnazioni competono al Comune presso il quale giacciono dal 2006 le istanze di richiesta di sanatoria. A Latina, è stato sottolineato in conferenza stampa, non dovrà mai più accadere che nei condomini Ater abitino persone con la Porsche o che vi siano occupazioni abusive con il morto, come accaduto quattro anni fa al Villaggio Trieste, o che un alloggio risulti nella “disponibilità” del cane Max come accaduto in viale Nervi. In un periodo come questo in cui l’Ater soffre della mancanza di finanziamenti, il pagamento dei canoni da parte dei legittimi assegnatari è fondamentale per garantire almeno la manutenzione degli stabili.  La mancanza di finanziamenti non consente investimenti in nuove costruzioni e pertanto recuperare il maltolto agli aventi diritto è ancora più impellente.

Nel protocollo siglato emerge una procedura “accelerata”, scovata tra la complessa normativa in materia, che consente entro 30 giorni dalla diffida dell’Ater di procedere allo sgombero che sarà assistito dalla Polizia di Stato. Soltanto a Latina ci sono 1.115 famiglie in graduatoria che hanno diritto ad un alloggio popolare. E’ un’emergenza a cui le istituzioni, Questura da una parte e Ater dall’altra, stanno cercando di dare una risposta. Le prime diffide sono già pronte, poi si procederà agli sgomberi coattivi. Si inizia da Latina per poi procedere negli altri centri della provincia, a cominciare da Aprilia.

Qui la tabella con i numeri dell’Ater e il protocollo siglato oggi

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