Terracina, due incendi boschivi da paura. Quattro mezzi aerei per le operazioni di spegnimento. Forestale in prima linea

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Si sono conclusi alle 18 gli interventi di spegnimento, e relativa bonifica, degli incendi boschivi divampati oggi a Terracina, nella tarda mattina in località Pozzo Sant’Antonio in collina e nel primo pomeriggio all’uscita Sud della galleria.

L’ispettore superiore Giuseppe Pannone, comandante della stazione Forestale di Terracina, ha assunto la direzione delle operazioni di spegnimento che hanno comportato l’utilizzo di due canadair della flotta del Centro Operativo Aereo Unificato e di due elicotteri inviati dalla Regione Lazio e l’intervento di due squadre di protezione civile e di una dei vigili del fuoco. Nel bel mezzo del lavoro in collina, intorno alle 15, è giunta la segnalazione del rogo divampato ai margini della strada, davanti al Costa Azzurra, che pericolosamente stava interessando il costone della montagna. A questo punto uno dei mezzi aerei è stato dirottato sul nuovo fronte del fuoco impedendo alle fiamme, con tempestivi e mirati getti d’acqua, di estendersi nella direzione della Ciana. Un incendio potenzialmente molto pericoloso. “L’immediatezza della segnalazione e la disponibilità di un mezzo aereo già nelle vicinanze – ha commentato Pannone, al termine delle operazioni – ha impedito un disastro ambientale”. A Pozzo Sant’Antonio, invece, alle 17 il fuoco ha ripreso consistenza richiedendo ulteriori interventi antincendio. Le operazioni si sono definitivamente concluse un’ora dopo. Quindici gli ettari di macchia andati in fumo. Si tratta di una vegetazione di rimboschimento naturale. L’ultima volta che questa zona era stata percorsa dalle fiamme risale a 15 anni fa.

In quanto alle cause dei due incendi boschivi di oggi, il comandante Pannone ha riferito che è assai difficile se non impossibile che possa trattarsi di cause accidentali anche se il fuoco è partito in prossimità di strade. “Non ho mai visto – ha commentato – che da un mozzicone di sigaretta possano divampare incendi boschivi”. Sui luoghi dei roghi di oggi non sono stati rinvenuti inneschi, ma a quanto pare la pista dolosa è la più accreditata.

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