Latina, la Rosa e le spine. Quel caro doppio ruolo del segretario-direttore del Comune

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Il segretario generale del Comune Rosa Iovinella e il sindaco Damiano Coletta

Cara Rosa, ma quanto ci costi? La domanda nasce spontanea di fronte al decreto di nomina di direttore generale, firmato dal sindaco di Latina Damiano Coletta, per Rosa Iovinella, fresca di insediamento per il ruolo di segretario generale dell’ente municipale del capoluogo pontino.

Nell’epoca della battaglia contro i poltronifici, gli stipendi d’oro, gli incarichi multipli, il Comune di Latina riserva al segretario generale arrivato da Reggio Emilia anche la qualifica di direttore generale il cui ruolo è quasi sovrapponibile ai poteri del segretario generale. Non a caso molti enti virtuosi rinunciano alla facoltà di inserire in pianta organica tale figura, paragonabile a quella di city manager, nell’ottica della spending review.

Lo statuto del Comune di Latina prevede la figura, non obbligatoria, di direttore generale a tempo determinato con contratto di diritto pubblico se coincidente con il segretario comunale o di diritto privato se esterno. Ci troviamo nella prima fattispecie con un aumento di stipendio in virtù della doppia indennità. Nel decreto di nomina pubblicato all’albo pretorio non è indicata la scadenza, ma il Testo unico degli enti locali stabilisce che la durata del contratto è legata al mandato elettorale del sindaco. Il contratto non risulta al momento pubblicato. Quindi non è possibile sapere in che misura viene definita l’indennità aggiuntiva riservata al segretario in carica Rosa Iovinella per la funzione di direttore generale. Un’indennità a cui avrebbe diritto anche in caso di “revoca” di tale incarico qualora l’amministrazione che l’ha ingaggiata dovesse cambiare idea in caso di insoddisfazione.

Lo stipendio medio di un segretario generale per un Comune come Latina si aggira intorno ai 78mila euro annui. Con l’incarico aggiuntivo di direttore generale a 123mila euro. Con quale vantaggio? Quello di avere una figura di raccordo tra i dirigenti e l’amministrazione comunale attraverso una struttura che, nel caso specifico, è stata abolita dalla precedente gestione commissariale, guidata dal prefetto Giacomo Barbato.

L’assessore al personale e all’organizzazione dell’ente Antonio Costanzo ha bocciato l’attuale assetto funzionale del Comune di Latina poiché poco allineato all’evoluzione legislativa degli ultimi anni relativa al processo di riforma delle pubbliche amministrazioni, invocando quel controllo di gestione che “non piace ai dirigenti”. Dunque, serve un direttore generale? Evidentemente sì, per l’amministrazione Coletta, anche nell’ottica della spending review professata.

E allora via libera a Rosa Iovinella che nel giorno dell’insediamento ha detto di essere pronta a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Pronta a superare i limiti. E in che misura? Il rigore degli atti amministrativi spesso sfugge alla politica di turno ed è spesso motivo di scontro tra gli organi istituzionali e gli organi burocratici le cui responsabilità non trovano attenuanti di fronte alla legge. Un ostacolo invalicabile anche per Iovinella, anche al di là del cuore. L’amministrazione guidata da Coletta, quindi, dovrà stare molto attenta a non tirare per la giacchetta il segretario-direttore generale con pieni poteri se non vorrà ritrovarsi un nemico in casa da mettere alla porta con un cospicuo benservito.

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