Terracina, da quattro anni senza treno. Nuovo appello del Wwf

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La comunità di Terracina “celebra” il quarto anniversario della frana del Monte Cucca. Quattro anni senza il treno. Il Wwf Litorale pontino, da sempre in prima linea per la battaglia finalizzata al ripristino del servizio ferroviario in nome della mobilità sostenibile, rilancia la questione appellandosi a “tutte le forze politiche, sindacali, economiche, sociali e soprattutto ai cittadini che in questi quattro anni si sono fatalisticamente adattati all’assenza del treno a far sentire con forza la propria voce in tutte le sedi opportune”.

I coordinatori locali e regionali dell’associazione ambientalista, Patrizia Parisella e Franca Maragoni, hanno ripercorso cosa è avvenuto in questi quattro anni.

• Nel settembre 2012 cade la frana sui binari della linea ferroviaria Terracina-Fossanova e sulla strada Frosinone-Mare

• La Giunta regionale presieduta da Renata Polverini stanzia un contributo per la messa in sicurezza della montagna e affida la realizzazione dell’opera al Comune. A lavori ultimati la Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ritiene insufficiente l’intervento. Intanto, la strada viene riaperta dopo pochi giorni.

• Nel 2013 la nuova Giunta regionale presieduta da Nicola Zingaretti affida la progettazione dei lavori alla RFI.

• Nel 2014 il progetto che prevede una spesa considerevole è pronto e la Regione individua in RFI il soggetto attuatore dell’opera.

• Nel 2016 la messa in sicurezza di Monte Cucca viene inserita nell’elenco delle opere ammissibili al finanziamento regionale insieme ad altre centinaia.

• Intanto, in città comincia a girare l’opinione di alcuni cittadini che ritengono sia opportuno adottare una logica comprensoriale per una grande stazione che serva più di una città. Considerazioni condivisibili per il Wwf ma che trascurano il fatto che Monte Cucca debba comunque essere messo in sicurezza e che la somma cospicua necessaria non riguardi la ferrovia di cui occorre sostituire soltanto un breve tratto di binario.

“Quindi, messa in sicurezza la montagna che incombe sulla strada, sulla ferrovia, su alcune abitazioni e sulle coltivazioni e in attesa della megastazione di bacino – affermano Parisella e Maragoni – la sostituzione del tratto di binario è veramente piccola cosa e ci permetterebbe di riprendere la connessione diretta con Roma. Ne trarrebbero benefici gli studenti, i lavoratori, i flussi turistici e tutti i cittadini interessati per vari motivi a raggiungere la capitale”.

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