Latina, l’ombra lunga della discarica di Borgo Montello: chiusa… a rischio ampliamento

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Il sindaco Damiano Coletta, l'assessore Roberto Lessio e il geometra Giorgio Libralato durante un incontro in via Molfalcone

Giovedì 6 ottobre la discarica di Borgo Montello cessa l’attività per “esaurimento”. Ma in via Monfalcone c’è poco da brindare perché al podere Piovesan, solo per citare il simbolo del malessere della terra dei fuochi pontina, arriva ancora la puzza proveniente dagli invasi, si muore ancora di cancro, e del risarcimento promesso non si è visto ancora un centesimo. La bottiglia non si stappa e quando arriva il consigliere regionale Gaia Parisella, la si riporta in cantina. E pensare che il sindaco Damiano Coletta e l’assessore all’ambiente Roberto Lessio, da sempre vicino alle sorti degli abitanti penalizzati dal sito e protagonista di battaglie decennali per la tutela della salute e del territorio, avevano appena portato un raggio di sole in via Monfalcone.

La salute prima di tutto

Intervenuti questa sera per un incontro pubblico al podere, promesso dopo la campagna elettorale e la riunione della scorsa settimana con una delegazione del comitato cittadino di via Monfalcone, sindaco e assessore avevano detto che la salute dei cittadini era un diritto irrinunciabile e che si stava studiando il modo per “ricompensare” finalmente gli abitanti di Montello, così come quelli di Borgo Sabotino penalizzati per l’ex centrale nucleare, che pur avendo avuto diritto al ristoro finora erano stati vittime di un diverso utilizzo dei fondi, svariati milioni di euro, messo in campo dalle precedenti amministrazioni.

Il ciclone Pernarella 

L’arrivo della grillina ha sparigliato le carte di sindaco e assessore: “Attenzione – ha detto – la discarica è chiusa, ma non è detto che la Regione non autorizzi gli ampliamenti richiesti da Indeco e Ecoambiente”. La notizia è vecchia, risale a luglio scorso, “carpita” dalle parole del dirigente regionale Flaminia Tosini pronunciate in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati: l’ingegnere, funzionario responsabile dell’area ciclo integrato dei rifiuti, relazionando su Latina, aveva detto che la Regione non appena risolto il nodo della bonifica avrebbe potuto dare l’ok alle Valutazioni di impatto ambientale relative ai progetti di ampliamento delle due discariche presenti a Borgo Montello nel territorio comunale di Latina. Una notizia vecchia di due mesi e mezzo, risalente praticamente all’insediamento del sindaco Coletta informato in quegli stessi giorni del pericolo ampliamento proprio dai cittadini di via Monfalcone. Allora il sindaco, come del resto questa sera, aveva rassicurato gli interlocutori di aver già detto alla Regione, o meglio al presidente Nicola Zingaretti, che i due progetti non erano in linea con la sua volontà politica. Ma il consigliere regionale, piombata al podere, ha messo in guardia sindaco e assessore sul rischio, anzi sulla certezza, che le discariche del Montello saranno presto ampliate perché sul fronte dei rifiuti, in Regione, non hanno alternative. “L’attenzione è su Latina”, ha detto esplicitamente. Una bomba che tuttavia è sembrata non aver mosso neanche un capello degli amministratori comunali presenti, che dal canto loro avevano appena ricordato, con soddisfazione, che il Comune si era costituito parte civile nel processo per inquinamento contro Ecoambiente e che aveva presentato ricorso ad opponendum contro la richiesta di annullamento del diniego espresso dalla Regione alla realizzazione dei Tmb. Il consigliere del M5s ha suggerito a Coletta e Lessio di applicare ai gestori delle discariche le sanzioni per omessa bonifica e accendere i riflettori sulle conferenze dei servizi.

Il richiamo di Vacciano

All’appuntamento pubblico di via Monfalcone, annunciato ieri dal primo cittadino, si è presentato anche il senatore pontino Giuseppe Vacciano, pentito grillino poi confluito nel gruppo misto, il quale ha chiesto al sindaco, che più volte ha parlato di quel “sentire comune” del disagio, di prestare la massima attenzione alle problematiche di via Monfalcone “perché in tanti sono arrivati al podere senza mai risolvere nulla”.

Gli indennizzi

Coletta e Lessio, questa sera, dovevano rispondere alla precisa richiesta del comitato riepilogata da Giorgio Libralato, tecnico del comitato cittadino, ovvero di dare seguito alla delibera di Consiglio comunale, datata 28 dicembre 2012, con la quale l’amministrazione si era impegnata a riconoscere un ristoro per i cittadini di Borgo Montello penalizzati da 40 anni di discarica. Cittadini verso i quali il sindaco Giovanni Di Giorgi aveva preso l’impegno di cedere loro delle aree edificabili di proprietà del Comune sulle quali realizzare nuove case lontane dal fetore dei rifiuti. Con una successiva delibera di giunta, il Comune aveva dato incarico a tecnici per il proseguimento dell’iter “risarcitorio”, poi il nulla. Il sindaco Coletta, messo alle strette su una risposta precisa, ha detto di tenere in considerazione la richiesta del comitato senza però sbilanciarsi sulla tempistica. Lessio, dal canto suo, ha messo in piedi anche un’altra ipotesi percorribile ai fini del risarcimento, legata all’introito delle oblazioni possibili sul cambio di destinazione d’uso degli insediamenti delle discariche a tutt’oggi accatastati come terreni agricoli. Per restare sul tema dei rifiuti, l’assessore all’ambiente si è detto fiducioso della non riapertura delle discariche confidando nella raccolta differenziata spinta che farà risparmiare almeno un milione e mezzo di euro all’anno. “Perché i rifiuti – restando nell’ottica di Latina Bene Comune –, che finora hanno alimentato il business a vantaggio dei privati, devono diventare una risorsa per i cittadini”.

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