Protesta a Latina contro la riforma Valditara: docenti e studenti in piazza

Foto di Antonio Spillare – Fotoreporter Latina

Latina scende in piazza contro la riforma degli istituti tecnici. Nella giornata di oggi, davanti al palazzo comunale, si è svolto un presidio promosso da docenti e studenti di diversi istituti superiori della provincia pontina per protestare contro la riforma voluta dal ministro Giuseppe Valditara, che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico 2026-2027.

Alla manifestazione hanno preso parte insegnanti e rappresentanti degli studenti provenienti dagli istituti Vittorio Veneto, Galilei-Sani di Latina, Ramadù di Cisterna e Marconi, uniti in una mobilitazione inserita in una rete nazionale di protesta contro la revisione dei percorsi tecnici.

Al centro delle contestazioni, la scelta obbligata dell’indirizzo già dal primo anno, a differenza dell’attuale sistema che consente agli studenti di orientarsi con maggiore gradualità. Critiche anche alla riduzione delle ore dedicate alle discipline di base, in particolare scienze, italiano e geografia, considerate fondamentali per garantire una preparazione completa e un adeguato sviluppo del pensiero critico.

Secondo i promotori del presidio, la riforma rischia di “dequalificare la formazione professionale” degli studenti, indirizzandoli verso percorsi più rapidi ma meno approfonditi, nell’ottica del modello “4+2”. Un sistema che, denunciano i docenti, potrebbe produrre ragazzi “meno preparati e più legati alle esigenze immediate del mondo del lavoro”.

Foto di Antonio Spillare – Fotoreporter Latina

Nel mirino anche le modalità con cui la riforma è stata introdotta. Gli insegnanti contestano infatti la mancanza di confronto con il personale scolastico e sottolineano come le novità siano state ufficializzate soltanto dopo la chiusura delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Inoltre, denunciano l’assenza di linee guida ministeriali, programmi dettagliati e indicazioni sui nuovi profili formativi previsti.

“È una riforma calata dall’alto, senza strumenti concreti per applicarla”, hanno spiegato alcuni partecipanti al presidio, chiedendo maggiore coinvolgimento delle scuole e una revisione del progetto prima dell’avvio ufficiale previsto per settembre.