La casa viola. Settimo capitolo

109

Vi ho fatto un po’ tirare il collo con questo nuovo capitolo . Lo ammetto. In verità , a parte diversi impegni che mi hanno impedito di essere più presente sul blog, volevo cercare di buttare giù anche parte dei capitoli successivi pensando anche alla conclusione della storia.

Detto questo , prima di lasciarvi alla lettura del settimo capitolo, come di consueto vi lascio i link ai capitoli precedenti .

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTOPicsArt_03-02-01.32.32 (1)

Capitolo settimo

Rivelazioni

La strada era insolitamente libera e Alessandro pigiò sull’acceleratore.

Alla radio una canzone che non aveva mai sentito prima. Aveva un bel ritmo . Gli piacque e pensò che fosse perfetta per quella giornata.

Era ad un bivio, ma aveva la consapevolezza di aver scelto la strada giusta.

La mattinata era stata proficua: era riuscito ad organizzare i suoi prossimi mesi di lavoro e a passare in azienda per un saluto informale e un incontro con i suoi dipendenti.

Sorrise ripensando a quanto accaduto quella mattina: aveva finalmente rivisto Claudia , anche se da lontano, dopo tutti quegli anni…

Forse Marco non si era sbagliato : c’era ancora la possibilità di vivere quell’amore troncato di netto anni prima e che non aveva mai abbandonato il suo cuore.

Restava da capire se per Claudia fosse lo stesso: in ogni caso , questa volta , se anche ci fosse stata una sola possibilità di poter riallacciare la loro storia , non se la sarebbe lasciata sfuggire.

Era trascorso quasi un anno dal giorno in cui aveva ricevuto l’email di Marco e aveva scoperto che l’uomo che gli aveva rubato l’amore di Claudia voleva incontrarlo.

Gli aveva dato appuntamento presso una clinica , appena fuori città.

Una struttura lussuosa , immersa nel verde ,famosa per essere l’ultima residenza per malati terminali.

Era arrivato all’appuntamento mezz’ora prima ed aveva avuto il tempo di vedere come non fosse possibile mascherare il presagio di morte che quell’edificio emanava : le stanze pulite ed eleganti , il personale gentile ed affabile , non potevano cancellare dagli occhi delle persone il vuoto assoluto in cui sentivano di precipitare.

Per questo aveva condiviso la decisione di Marco di tornare a casa sua,di trascorrere i suoi ultimi giorni accanto a Claudia.

Ma prima Marco aveva avuto bisogno di parlare con lui .

Aveva stentato a riconoscerlo: in fondo lo aveva visto una volta soltanto e da lontano.

Una sera sotto casa di Claudia : erano usciti , mano nella mano . Lei bellissima ,già con il pancione.

Non era riuscito a trattenere le lacrime è una rabbia feroce lo aveva assalito: solo in quel momento , era riuscito davvero a dirle addio.

Alla clinica , Marco gli raccontò una storia completamente diversa da quella che lui , in quegli anni si era immaginata.

Il bambino, che avrebbe dovuto essere di un paio di anni più grande di Greta , non era mai venuto al mondo.

Marco stava morendo. Ma non voleva che Claudia restasse sola : si era convinto che forse poteva aiutarla a ritrovare quello che era stato il suo solo unico grande amore.

Aveva un piano ben congegnato in mente : un piano che Alessandro avrebbe conosciuto poco a poco , grazie allo scambio assiduo di email che seguì quell’unico incontro e che li portò a divenire amici.

Quando Marco morì, Alessandro ne soffrì molto .Nel poco tempo in cui le loro strade si erano incrociate , aveva potuto apprezzare quell’uomo al punto di arrivare a comprendere il perché Claudia ne fosse rimasta affascinata.

Un furgone bianco gli tagliò improvvisamente la strada e lo costrinse ad una brusca frenata.

Fortunatamente la corsia di fianco era vuota e riuscì ad evitare lo scontro per un soffio.

Imprecò e si attaccò al clacson nervosamente.

Aveva visto la segnalazione di un autogrill poco prima . Decise di fermarsi qualche minuto. Aveva bisogno di un caffè.

***

Sara si alzò : aveva il collo indolenzito dopo tutte quelle ore trascorse al computer a visionare le foto che aveva scattato in quei giorni: ritraevano i dintorni nelle diverse ore della giornata.

Era riuscita a cogliere tutte le sfumature possibili della luce e quei luoghi le erano sembrati ancora più magici.

Si preparò un tè e si sedette a gambe incrociate sul divano davanti alla grande vetrata che dava sul giardino.

Luna se ne stava sdraiata su di un fianco riscaldata da un ultimo raggio di sole che entrava di sbieco sotto il porticato, il pelo lungo accarezzato da un vento leggero che faceva danzare i rami del salice al centro del giardino.

Sara prese il plaid e se lo mise sulle spalle: iniziava a rinfrescare e presto sarebbe stato necessario accendere il camino.

Quello era il periodo dell’anno che preferiva. Ricordò il giorno in cui arrivò in paese la prima volta, un anno prima.

Scendendo dalla superstrada si era fermata ad ammirare il lago : il cielo era completamente sgombro di nuvole e di un azzurro intenso. Tutti i colori lì sembravano più vivi e decisi. Il lago era una distesa color smeraldo appena increspata. Incastonato tra colline rigogliose che già iniziavano a colorarsi di marrone , ocra, e rosso cupo: l’autunno dipinge quadri di inestimabile bellezza!

Inizialmente, non aveva preso bene l’intenzione di Alessandro di trasferirsi lì: ma aveva bisogno di quel lavoro e ,nonostante tutto, si sarebbe abituata a vivere lontana dalla città.

Poi le bastò uno sguardo e quei paesaggi divennero parte di lei: si sentì come rinascere. Ebbe la netta sensazione che avrebbe potuto vivere giorni felici lì e la città non le sembrò più una rinuncia tanto forte.

“Sara , posso andare a giocare in giardino?”

Luna avvertì la presenza di Greta attraverso le finestre chiuse e alzò la testa iniziando a sbattere la coda .

La ragazza diede un’occhiata all’orologio sopra il camino e pensò che la piccola poteva senz’altro uscire senza correre il rischio di essere vista , a quell’ora.

“va bene “ acconsentì. “Ma copriti che inizia a far fresco”.

La cosa più difficile durante l’anno appena trascorso era stato proprio non farsi notare in paese.

Soprattutto d’inverno:  I residenti si riducevano all’osso e restare invisibili era stata davvero un’impresa.

Greta poi doveva continuare ad andare a scuola . Questo fu il compito più gravoso per Sara che ogni mattina doveva alzarsi all’alba e organizzare il tutto per accompagnare la bambina scendendo in città, nonostante ci fosse una scuola in paese.

Evitava di rientrare e restava in città fino alla fine delle lezioni. Trascorreva il tempo facendo la spesa, andando dal parrucchiere o in palestra : se non altro , sarebbe almeno rimasta in forma.

Non era neppure facile gestire Greta durante il resto della giornata o nei giorni di vacanza : la bambina voleva uscire , andare al lago a fare il bagno e non poteva certo capire perché tutto fosse tanto complicato.

Se manifestava il desiderio di fare un bagno al lago , Sara la convinceva che fosse pericoloso e ripiegavano sulla piscina di un agriturismo di un paese vicino al loro.

Neppure uscire in giardino a giocare con Luna le era sempre concesso . E questo Greta proprio non lo comprendeva né lo accettava.

Lei e Sara erano diventate delle girovaghe. Erano quasi sempre in macchina , alla scoperta dei dintorni . Alessandro aveva comperato una macchina fotografica a Greta così che Sara potesse insegnarle qualche trucco del mestiere.

Greta si era rivelata dotata di grande senso artistico e la fotografia divenne presto un vero e proprio passatempo per lei.

Sara vide Greta correre in mezzo al giardino e giocare con Luna a nascondino , sbucando all’improvviso da dietro un cespuglio o un albero , facendo smorfie alla povera bestiola che la rincorreva abbaiando.

Pensò che fosse ora di cominciare ad organizzare qualcosa per cena. Alessandro sarebbe rientrato a breve.

Dalla finestra della cucina riusciva comunque a vedere il giardino anche se non del tutto.

Vide Greta dondolarsi sull’altalena mentre Luna era tornata a sdraiarsi con fare indolente sotto il salice.

Aprì il frigo e optò per una bella minestra di verdure e un profumato e gustoso formaggio che aveva comprato in un paese vicino durante una delle escursioni con Greta.

All rights reserved

Puoi leggerlo anche sul mio blog 

 

LE VOSTRE OPINIONI

commenti