“Rifiuti nel Lazio a rischio ecoreati, grave la situazione a Latina e Frosinone”

Alessandro Bratti

La commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dall’onorevole Alessandro Bratti, ha svolto diverse audizioni nell’ambito degli approfondimenti sulla gestione dei rifiuti nella regione Lazio. Sono stati ascoltati i prefetti di Latina, Viterbo, Rieti e Frosinone, accompagnati dai questori; la commissione ha poi audito i procuratori e i sindaci delle città capoluogo, esclusa l’ara metropolitana di Roma, già oggetto nei mesi scorsi di uno specifico approfondimento. E’ stato poi ascoltato il direttore dell’Arpa Lazio Marco Lupo – si legge in una nota della commissione -, che ha aggiornato la commissione sullo stato degli impianti presenti nella Regione Lazio. L’agenzia ambientale regionale ha illustrato lo stato dell’impiantistica per il trattamento dei rifiuti nelle diverse province, che presenta molte criticità. Le maggiori problematiche ambientali emerse nel corso delle audizioni – e confermate dalle indagini svolte fino ad oggi dalla commissione – riguardano soprattutto le province di Latina e Frosinone, sedi di storiche discariche per rifiuti solidi urbani, già coinvolte in inchieste giudiziarie.

Nel caso di Frosinone – è sempre la commissione ad informare – emerge anche il dato ambientale di un forte inquinamento delle matrici ambientali (la contaminazione dell’aria, che pone la città ai vertici della graduatoria nazionale e lo stato del fiume Sacco, sito oggetto di uno specifico approfondimento) oltre alle criticità oggetto di una recente inchiesta della Dda di Roma per traffico organizzato di rifiuti.

Per quanto riguarda Latina, cita la commissione, il prefetto ha illustrato il quadro generale della zona, che vede la presenza di un alto numero di imprese specializzate nella gestione e trattamento dei rifiuti, con un mercato del valore di circa 800 milioni di euro. Il Questore ha quindi illustrato gli esiti di una serie di inchieste svolte dalla locale squadra mobile che hanno riguardato un gestore della discarica di Borgo Montello, per poi illustrare il peso della presenza – ormai radicata – delle organizzazioni criminali nel territorio del sud pontino. Un particolare rilievo assume la situazione del comune di Latina, la cui raccolta dei rifiuti è affidata alla società mista pubblico-privata (51% comune di Latina, 49% riconducibile al gruppo Colucci) Latina Ambiente, dichiarata fallita dal Tribunale, su richiesta della Procura delle Repubblica, lo scorso dicembre.

Il sindaco Damiano Coletta – si legge nella nota – ha illustrato alla commissione il piano di intervento che il Comune sta predisponendo, che punta alla creazione di una azienda speciale interamente pubblica, destinata a prendere in carico il servizio.

Particolare preoccupazione desta, al momento, la situazione della discarica di Borgo Montello, già interessata da diverse inchieste della magistratura, tra le quali un procedimento penale attualmente in corso per avvelenamento delle acque. L’area non risulta ancora bonificata, nonostante la presenza di inquinanti nella falda acquifera. L’amministrazione comunale di Latina ha sottolineato di essere contraria ad ogni ipotesi di ampliamento o di ritorno in funzione dell’invaso, attualmente esaurito.

Un focus è stato poi aperto sul gestore Viterbo Ambiente, società coinvolta in una recente inchiesta della magistratura. In questo caso la commissione ha raccolto informazioni e documentazione sugli assetti societari, riconducibili a gruppi nazionali, già oggetto di indagini anche in altre regioni. La commissione proseguirà l’inchiesta avviata fin dallo scorso anno sulla regione Lazio, focalizzando l’attenzione non solo su Roma capitale, ma soprattutto sugli altri territori. Vi sono alcune zone dove la pressione della criminalità organizzata e un’imprenditoria non sempre trasparente rischia di creare problemi notevoli nella gestione del ciclo dei rifiuti. “Occorre mantenere forte l’attenzione sul territorio laziale – ha spiegato il presidente della commissione onorevole Alessandro Bratti – soprattutto sull’area sud, terra a forte rischio di ecoreati. Se a Roma la situazione continua ad essere critica, le cose non vanno meglio nelle altre province laziali. Su questo fronte stiamo lavorando intensamente”.

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