Aprilia, opere abusive e rom a Frassineto: la riunione dell’osservatorio per la legalità

Più attenzione e maggiori controlli in un quartiere periferico in cui, al degrado già derivante dall’assenza di servizi si aggiunge ora anche il problema legato al possibile insediamento di un campo nomadi. Il caso già sollevato mesi fa dal quartiere Frassineto è stato discusso questa mattina nell’ambito della prima seduta del’osservatorio per la legalità, una riunione che è servita ad analizzare la situazione generata dopo l’acquisto di alcuni terreni agricoli della zona da parte di gruppi rom. Su uno in particolare sarebbe stato realizzato un manufatto abusivo. La Polizia Locale ha apposto i sigilli e informato l’autorità giudiziaria, ma questo pare non aver modificato sostanzialmente lo stato dell’arte. In zona si registra infatti un via vai di camper e come edidenziato dal presidente del Comitato sussiste una situazione delicata sotto il profilo igienico sanitario. L’organo consultivo non ha dato risposte in tal senso, ma la seduta, aperta dal presidente Bruno Iorillo è stata l’occasione utile per parlare anche della piaga dell’abusivismo edilizio che incide ad Aprilia facendo registrare percentuali da capogiro. “Abbiamo posto i sigilli- ha precisato il comandante della Polizia Locale Massimo Marini- e informato l’autorità giudiziaria, ma i terreni sono stati regolarmente acquistati. Servirebbero controlli a tappeto anche in orario notturno e accertamenti patrimoniali”. “Non c’è solo l’abuso- hanno dichiarato Monica Tomassetti e Vincenzo Giovannini del PD- ma anche un problema di natura sociale e legata alla situazione delicata delle periferie, senza servizi, tema che dovrebbe essere portato quanto prima in consiglio”. Un tema caldo, quello legato all’abusivismo edilizio, sul quale l’amministrazione ha le mani legate. “Purtroppo ci sono circa 2mila immobili realizzati abusivamente e non sanabili- ha detto il vicesindaco- per i quali potrebbe scattare l’acquisizione a patrimonio comunale dunque la demolizione. Questo crea problemi, in primis perchè nella gran parte dei casi si tratta di abitazioni principali, poi perchè demolire 2000 immobili al costo di 50 mila euro per ogni demolizione vorrebbe dire impegnare risorse enormi di cui l’amministrazione non dispone. Quanto al quartiere Frassineto, l’attenzione resta alta, come per il resto dei nuclei spontanei. Quelli tagliati fuori dalla variante, avranno una nuova chance con la riperimetrazione, un lavoro in corso proprio in queste settimane. Vendere i terreni agricoli ora, come avvenuto in questo caso, vuol dire esporsi a situazioni simili”.

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