Aprilia, Terra indagato per truffa: “Se verrò rinviato a giudizio non mi ricandiderò nel 2018”

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E’ un momento difficile per il sindaco di Aprilia Antonio Terra, forse in assoluto uno dei momenti più critici da quando è alla guida della composita maggioranza civica portata alla vittoria da Domenico D’Alessio nel 2009 al grido di legalità e trasparenza. Il primo cittadino infatti giovedì scorso è finito nell’occhio del ciclone per il caso dei presunti maxi rimborsi gonfiati, versati all’avvocato del foro romano Antonio Martini per la difesa sostenuta nel caso delle assunzioni facili. I magistrati hanno disposto il sequestro dei conti correnti del sindaco e di altri due ex amministratori per la cifra di 20 mila euro ciascuno, ossia l’ammontare del rimborso chiesto al comune di Aprilia per pagare la parcella dell’avocato Martini, loro difensore, nonostante una sentenza che fissava tale rimborso a poco meno di 2000 euro per ogni assistito. Antonio Terra, Martini, Rino Savini e Cataldo Cosentino sono accusati anche di falso ideologico e truffa. Prima ancora di conoscere l’esito delle indagini preliminari, la maggioranza dopo una riunione, ha fatto quadrato attorno al sindaco, respingendo l’ipotesi di dimissioni immediate. Ma in caso di rinvio a giudizio? Che ne sarà del pilastro della coalizione civica in vista dell’imminente ritorno alle urne nel 2018? “Abbiamo tempo per valutare- ha affermato Terra con un tono di voce sereno- e questa decisione la prenderemo insieme, come abbiamo sempre fatto. Nel caso di un rinvio a giudizio però mi pare difficile poter sostenere il peso di una campagna elettorale con questa spada di Damocle sulla testa. Del ho ricoperto questo ruolo per 6 anni e mezzo, prima come facente funzioni poi come sindaco dal 2013 e politicamente ho avuto un percorso soddisfacente”. Insomma, scongiurata l’ipotesi di un commissariamento, il primo cittadino in carica, pur dichiarandosi sorpreso per l’indagine in corso e fiducioso di riuscire a dimostrare la propria innocenza, si dice pronto a fare un passo indietro se questa situazione critica dovesse protrarsi fino alle elezioni del 2018. Una scelta, o forse solo una strategia per tenere a freno i nemici interni in attesa che le acque tornino calme. Di certo Antonio Terra, politico navigato, pur non sbilanciandosi sul futuro, ha lanciato un messaggio chiaro, cercando al momento la via della coesione.

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