Il Wwf boccia l’aeroporto in provincia di Latina: inutile e dannoso

Gli ambientalisti del Wwf bocciano senza possibilità di appello l’ipotesi progettuale di un aeroporto a Latina o nelle sue vicinanze. In un lungo comunicato stampa firmato da Patrizia Parisella, coordinatrice del gruppo Wwf Litorale Pontino, e da Franca Maragoni, presidente Wwf Litorale Laziale, espongono una critica all’idea rilanciata dal consigliere regionale pontino Enrico Forte del Pd attraverso un’interrogazione al presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori per sollecitare la Giunta regionale “a farsi parte attiva per valutare la realizzazione di un nuovo sito aeroportuale a Latina”, sito che potrebbe rispondere per motivi logistici – spiegava il consigliere a metà marzo scorso – alle nuove esigenze di mobilità e aumentare la capacità di ricezione della domanda turistica e professionale da e per Roma “con indubbie ricadute positive in termini di occupazione non soltanto nel trasporto areo ma anche nell’indotto”. L’iniziativa riscuoteva in pochi giorni un consenso trasversale delle forze politiche e di alcuni sindaci del territorio pontino. Di lì a pochi giorni, vista l’approvazione unanime del consiglio provinciale di Latina di una mozione presentata da Forza Italia, Forte chiedeva l’istituzione di un tavolo congiunto ad hoc nel quale fossero rappresentati il Comune di Latina, l’amministrazione provinciale e la Regione Lazio.

Oggi a rappresentare il fronte del no è la corazzata del Wwf che attacca: “Di nuovo si parla di aeroporto e di trasporto aereo – si legge nel comunicato dell’associazione ambientalista -, un sistema che più di tutti i sistemi di mobilità inquina pesantemente l’ambiente; inquinamento acustico, elettromagnetico e da polveri sottili, dannoso per uomini e animali, causa di malattie e di diminuzione della biodiversità. È oltremodo grave che, in presenza di SIC, un Parco nazionale, zone ZPS e di studi sulle possibili ricadute ambientali e sanitarie realizzati da enti e associazioni nazionali e internazionali di spessore scientifico inequivocabile, vengano prese in considerazione queste proposte da inserire in un territorio ricco di aree naturalistiche di pregio e con una vocazione turistica forte costruita sull’offerta ai visitatori anche stranieri di ambienti unici al mondo per la bellezza e lo stato di naturalità e di un’agricoltura in espansione che guarda con sempre maggiore interesse alla pratica di coltivazioni senza l’uso di additivi non naturali e quindi di qualità. A questa vocazione invece Comuni e Regione rispondono con opere invasive, dannose, inquinanti e inutili, come un aeroporto e, non dimentichiamolo, una nuova autostrada (Roma – Latina)”.

Opere ritenute inquinanti, invasive, dannose e inutivili in questi termini: “Inquinanti per l’entità delle emissioni nocive generate dal trasporto aereo, l’anidride carbonica prodotta dal trasporto aereo passerà dai 572 milioni di tonnellate annue del 2000 a un valore tra gli 1,2 e gli 1,4 miliardi di tonnellate nel 2025 (per ogni tonnellata di carburante combusto si producono circa 3,16 tonnellate di CO2). Invasive perché occuperà un’area al centro di una zona densamente popolata ma contemporaneamente ricca di aziende agricole e zootecniche nonché di emergenze storiche. Dannosa perché non solo ne soffrirebbe l’economia che da anni è radicata sul territorio ma ci sarebbero gravi danni alla salute delle popolazioni delle zone limitrofe (progetto SERA, lo studio “Valutazione del rischio ambientale nel comune di Ciampino in relazione all’inquinamento atmosferico” realizzato dalla professoressa Giovanna Jona Lasinio e dalla dr.ssa Sara Zuzzi dall’Università La Sapienza di Roma e dal dr. Mario Santoro dell’Università di Tor Vergata di Roma, citato nel Rapporto dell’ISDE nazionale e di Latina); anche gli ecosistemi sarebbero pesantemente danneggiati dallo stesso tipo di inquinamento. Inutile perché ci sono già altri due aerostazioni a meno di 100 Km e le merci e/o i turisti una volta sbarcati sarebbero costretti ad altro trasporto su gomma per raggiungere le mete finali e quindi il bilancio dell’inquinamento derivante dall’uso di combustibili fossili si aggraverebbe ancora di più”.

Proprio in questi giorni il Wwf ha sollecitato l’Italia ad ascoltare il monito dell’Unione Europea riguardo alle azioni di tutela della salute pubblica, in particolare rispetto alle emissioni di polveri sottili. “La Ue sottolinea infatti – precisa il Wwf – che l’Italia è il Paese europeo più colpito e l’Agenzia Europea per l’Ambiente calcola che il PM10 (particolato) abbia provocato oltre 66 mila morti. Il monito dell’Europa arriva in un momento in cui in tutti i Paesi e all’interno di conferenze internazionali come COP 22 si dibatte sulla necessità di combattere l’incombente pericolo dei cambiamenti climatici. Le conseguenze di questo fenomeno che il nostro Pianeta sta subendo colpisce in maniera diversa ma ugualmente grave tutti Paesi del mondo, nei Paesi più poveri con la desertificazione e le conseguenti ecomigrazioni, nei più ricchi soprattutto con la carenza di acqua per gli allevamenti e l’agricoltura. Sempre le conferenze internazionali poi auspicano che prenda respiro e faccia passi avanti con concreti atti formali il Patto dei sindaci per il clima e l’energia per realizzare strategie locali atte alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. In questo contesto di preoccupazione planetaria quindi stride quanto invece progettato dai nostri amministratori locali e regionali, miopi tanto da non vedere il degrado a cui andrebbe incontro il nostro territorio e sordi alle continue sollecitazioni a migliorare e potenziare, una volta per tutte la linea ferroviaria”.

“Incentivare l’uso del treno, unico sistema di trasporto rispettoso dell’ambiente e delle persone e quindi sostenibile, resta un obbligo – concludono Parisella e Maragoni – come dimostrano le vicissitudini della linea Terracina-Fossanova e i problemi che in questi mesi hanno dovuto affrontare tutti i pendolari pontini. Auspichiamo che questa miopia non colpisca anche i cittadini che dovrebbero riflettere e capire chi trae vantaggio da questo scempio. Non sviluppo e nuovi posti di lavoro ma regresso e perdita di occupazione in molti settori economici della provincia. Aspettiamo, infine, con fiducia una politica che sappia adottare strategie innovative di sviluppo davvero sostenibile a tutto vantaggio dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

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