Latina, destagionalizzazione in alto mare: il nuovo Pua al palo, la giunta non ha sostituito l’architetto Monti dopo la sua sospensione

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Il pubblico del Consiglio comunale di oggi nella seduta di question time

E’ finito con una brusca interruzione da parte del presidente Massimiliano Colazingari il question time di questa mattina al Comune di Latina, per via delle intemperanze del pubblico che ha protestato contro l’assessore Giulio Capirci. In discussione l’interrogazione del consigliere comunale Nicola Calandrini finalizzata a conoscere tutti gli aspetti relativi alla Vas e al Pua e come l’amministrazione si stia muovendo in tal senso con l’ottica di rendere applicabile la destagionalizzazione “prevista” con delibera di Consiglio comunale di fine settembre 2016 e dalla più recente ordinanza dirigenziale del 28 marzo scorso. Sul tavolo Calandrini ha chiesto lumi anche sul fronte della manutenzione e messa in sicurezza delle passerelle e delle attività intraprese per garantire scivoli a mare per la piccola nautica.

La risposta all’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia, che trae spunto oltre che dai problemi della Marina anche dagli interventi sulla stampa da parte di Rita Schievano attivista del meet up cinque stelle “256 i grilli e le cicale”  sensibile alla tematica, è stata affidata all’assessore Giulio Capirci delegato al demanio.

L’assessore Capirci ha spiegato che la definizione dell’adeguamento del Pua alle nuove normative, propedeutico alla Vas (Valutazione ambientale strategica) espressamente richiesta dalla Regione Lazio, che ostacolerebbe l’attuazione della destagionalizzazione, era stata affidata “in casa”, agli uffici, ma che con il passare del tempo non è stata espletata. “E’ andata male”, ha detto. “Ora abbiamo pensato di affidare l’adeguamento del Pua allo studio di architetti già incaricato per la Vas e tornare quindi in Consiglio comunale per l’approvazione del nuovo Pua”, ha aggiunto. E poiché Calandrini gli aveva chiesto anche di sapere chi fossero i responsabili unici dei procedimenti amministrativi di Pua e Vas, Capirci dopo un giro di parole ha detto che per quanto riguarda il Rup del Piano di utilizzazione degli arenili è ancora l’architetto Ventura Monti, sospeso a novembre 2016, e che non è stato ancora sostituito. L’intenzione della giunta è quello di nominare un Rup per le due procedure Pua e Vas. Apriti cielo. Nella sua replica Calandrini ha attaccato gli assessori e il sindaco Damiano Coletta, incapaci a suo dire “di assumersi la responsabilità di andare in giunta, di revocare l’incarico a Monti e di procedere a nuova nomina, pretendendo invece che sia il dirigente – senza essere nominato Rup – a firmare gli atti”. “Ecco perché non avete fatto le conferenze dei servizi per le autorizzazioni necessarie alla destagionalizzazione come da delibera dello scorso settembre”, ha tuonato Calandrini.

In quanto all’ordinanza del 28 marzo 2017, che secondo l’esponente di opposizione sarebbe stata tardiva rispetto all’obiettivo di anticipare la stagione balneare al primo aprile “come dimostra il fatto che gli stabilimenti, quasi la totalità, sono ad oggi ancora chiusi”, l’assessore Capirci ha detto che l’atto dava la possibilità agli operatori delle strutture più leggere, moduli facilmente amovibili, di aprire nell’immediatezza. Un discorso campato in aria per il consigliere Calandrini che ha replicato affermando che le strutture hanno impianti idraulici ed elettrici da ripristinare.

Poi lo scontro sulle passerelle. Il delegato del sindaco ha riferito che è stata prodotta la determina a contrarre con una gara informale in quanto di importo sottosoglia e che quindi in base a questo atto si procederà ad invitare cinque ditte idonee a presentare le loro offerte con interventi sia nel tratto più bisognoso Capoportire-Rio Martino, sia nel tratto con strutture più in salute Capoportiere-Foce Verde. Anche in questo caso Calandrini si è dichiarato totalmente insoddisfatto della risposta mettendo in guardia l’amministrazione ad intraprendere tale procedura dal momento che gare per interventi di manutenzione e di messa in sicurezza delle passerelle erano state aggiudicate due volte. “I lavori sono stati fatti, sono stati pagati?”, ha replicato Calandrini con una domanda sottolineando anche “l’insufficienza di un importo sottosoglia, meno di 40mila euro per un affidamento diretto, dal momento che il Comune deve garantire anche varchi per disabili da realizzare a norma di legge”.

Dunque la discussione è stata interrotta nel momento in cui l’assessore Capirci ha voluto aggiungere nella sua risposta un chiarimento sulla nautica informando che al tavolo aperto è mancata la presenza del Demanio. Ha riferito che finora sono stati presenti, oltre al Comune e alla Provincia, il Consorzio di bonifica e la Capitaneria di porto. La possibilità di creare uno scivolo nei pressi del canale Mascarello, secondo quanto affermato dall’assessore, avrebbe ricevuto l’ok dagli enti presenti a patto che, come richiesto dal Consorzio di bonifica, non fosse lasciato alcun natante attraccato per via del rischio di piene ma che tutto sarebbe subordinato al nulla osta del Demanio per la servitù di passaggio. “Ma il Demanio nicchia, attendiamo una risposta ufficiale ma abbiamo il presentimento che la questione si concluderà con un diniego”, ha concluso l’assessore. A questo punto dal pubblico, probabilmente composto da operatori balneari e diportisti, si è alzata la protesta che ha spinto il presidente Colazingari ad interrompere i lavori, comunque già terminati.

 

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