Accesso al mare attraverso stabilimenti, un obbligo per i titolari di concessioni. Il richiamo del Wwf al sindaco di Terracina. Ma in provincia di Latina è pieno di furbetti

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Stessa spiaggia, stesso mare, stesso ostacolo: anche quest’anno si ripropone il problema degli accessi al mare. Il Wwf Litorale Laziale, presieduto da Franca Maragoni, interviene su alcune segnalazioni provenienti da Terracina ma che in realtà riguardano anche altre località della provincia di Latina dove non sono pochi i gestori dei lidi o altri titolari di concessioni demaniali che ostacolano il libero accesso alla spiaggia: “Il rifiuto del permesso di passaggio attraverso i varchi delle aree concesse a privati – ricorda il dirigente del Wwf al primo cittadino di Terracina – essendo una mancanza di rispetto di un obbligo pone le condizioni per la revoca della concessione stessa”.

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Quante volte davanti a uno stabilimento balneare hai trovato scritto “Accesso per i soli clienti?”. Ecco, un’indicazione di questo tipo non dovrebbe essere consentita, spiega la referente del Wwf regionale. E il perché è presto detto. “Il Regolamento regionale 12 Agosto 2016, numero 19, all’articolo 13, comma 3, recita: ‘I titolari delle concessioni degli stabilimenti balneari hanno comunque l’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, anche ai fini della balneazione, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione'”. E se non fosse abbastanza chiaro è utile osservare che Maragoni aggiunge anche l’Ordinanza 2543/2015 del Consiglio di Stato che, nel dirimere la questione relativa all’accessibilità pubblica alla battigia e al mare, ha affermato che “il demanio marittimo è direttamente ed inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato, rispetto alla quale l’esclusività che nasce dalla concessione costituisce eccezione” precisando inoltre che “di tale principio generale costituisce applicazione, tra l’altro, l’art.1, comma 251 lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, numero 296, a norma della quale costituisce clausola necessaria del provvedimento concessorio l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.”

Tutto chiaro. Ma dei furbetti di turno ne è pieno il litorale. “Alla nostra associazione sono pervenute segnalazioni nel corso degli anni, ma una già nel mese di maggio appena trascorso , da parte di cittadini che hanno avuto difficoltà a raggiungere e/o lasciare gli arenili attraverso gli accessi delle diverse aree concesse a privati con atto pubblico – scrive il Wwf al sindaco di Terracina  e per conoscenza ai vari uffici e alla Capitaneria di porto -. Pertanto, allo scopo di evitare disagi ai cittadini e manifestazioni di atti arbitrari che non favorirebbero una serena permanenza in città dei numerosi turisti, chiediamo di intervenire per far rispettare le condizioni che accompagnano le concessioni delle aree demaniali riportate anche nelle determine comunali”.

Latinacorriere.it si augura, visto che il problema sollevato dal Wwf riguarda anche numerosissimi altri accessi al mare della provincia pontina, che tutti i sindaci dei comuni interessati dallo stesso problema intervengano senza attendere specifici richiami affinché siano rispettate le condizioni che regolano le concessioni demaniali.

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