Mobilità a Latina, torna all’attacco Bugia Blu: Tpl, era meglio il bando di Barbato

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Dopo un anno di attesa per il bando di assegnazione del nuovo servizio di trasporto pubblico locale di Latina, il comitato Bugia Blu boccia il disciplinare di gara pubblicato il 29 maggio 2017 per una presunta sproporzione tra l’offerta tecnica e l’offerta economica che potrebbe comportare un’alterazione del miglior rapporto qualità/prezzo. A cimentarsi nei calcoli è l’ingegnere Massimo De Simone.

Il valore stimato del servizio in affidamento è pari a 23.635.000 euro oltre Iva per un periodo contrattuale pari a 6 anni, con aggiudicazione con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

“Tale procedura – argomenta De Simone -, superando l’offerta al massimo ribasso, tende a garantire il miglior rapporto qualità prezzo delle offerte. Sebbene il legislatore abbia previsto un’ampia discrezionalità della stazione appaltante relativamente ai pesi da attribuire all’offerta tecnica e all’offerta economica, la natura propria del criterio, postulante la ricerca di un equilibrio tra prezzo e qualità, viene meno se si va a riconoscere ad una delle due, tecnica o economica, un peso ponderale sproporzionato rispetto all’altra”.

L’anomalia, secondo il comitato Bugia Blu, starebbe nel disciplinare di gara del bando: “Al punto 18.1 – spiega l’ingegnere in una nota molto dettagliata – vengono rappresentati i seguenti elementi di valutazione: all’offerta tecnica 80 punti, mentre all’offerta economica 20 punti. Questa suddivisione già piuttosto sbilanciata, anche in relazione ad altri bandi similari, necessita di ulteriori precisazioni. Al punto n.20 del disciplinare sono suddivisi i 20 punti, sui 100 totali, relativi all’offerta economica, in base alle regole di seguito indicate:

  1. Aggio riconosciuto al Comune sui titoli di viaggio espresso in percentuale: 5 punti.
  2. Incremento della produzione chilometrica contrattuale attraverso l’integrazione della rete di servizio espressa in chilometri di percorrenza su base annua: 10 punti.
  3. Offerta sulla locazione degli spazi pubblicitari sui messi espressi in percentuale in aumento sul prezzo a base d’asta si euro/anno 50.000: 5 punti.

La regola dettata al punto b) ci pare abbia poco a che fare con l’offerta economica, rientrando invece per caratteristiche nell’offerta tecnica di tipo quantitativo. La rilevanza economica si ridurrebbe così di fatto a soli 10 punti su 100”.

Il comitato analizza anche gli altri due punti, a) e c) e afferma che “sono esprimibili in percentuali rispetto ad importi parziali, non rispetto all’importo complessivo”. “Più in particolare il punto c) – si legge nella nota stampa dell’ingegnere – si riferisce ad un’offerta percentuale in aumento calcolata su 50.000 euro, che incide in maniera davvero irrisoria rispetto all’importo complessivo di gara pari a 23,5 milioni di euro circa. In parole povere ci pare che il criterio adottato nel bando sia alquanto sproporzionato, la parte economica sia eccessivamente trascurata, se vogliamo quasi inesistente, con possibile penalizzazione anche della libera concorrenza e soprattutto della economicità dell’affidamento. Inoltre rappresentiamo che riducendo ai minimi termini la parte economica, viene lasciata alla stazione appaltante una eccezionale discrezionalità a scapito dell’oggettività, cosa che riteniamo non propriamente positiva”.

Il comitato a questo punto fa sapere di aver rintracciato il disciplinare redatto dal commissario Barbato e di aver notato che prevedeva una valutazione pari a 60 punti per l’offerta tecnica e 40 punti per l’offerta economica, calibrata quest’ultima, tra l’altro, sul costo chilometrico offerto dalle partecipanti”.

“Tutto ciò ci lascia molto perplessi. Facciamo infine presente che stiamo analizzando le caratteristiche del bando completo, in particolare il capitolato prestazionale e il programma di esercizio, che saranno oggetto di un prossimo comunicato”.

 

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