Pontinia, la Sep si ribella: attacchi strumentali che incidono sul mercato della libera concorrenza

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L'impianto Sep di Pontinia

“La paventata diffusione di odori molesti imporrebbe di verificarne la reale origine, atteso che noi stessi abbiamo più volte segnalato la presenza nel comparto di alternative fonti di emissioni che, per loro fortuna, sono finora rimaste all’ombra degli strali dei pur attivi comitati locali”. Alessio Ugolini, amministratore unico della Sep, la società titolare dell’impianto di compostaggio di Mazzocchio, nel territorio di Pontina, da giorni al centro di rinnovate doglianze da parte dei cittadini del comprensorio, oggetto di riunioni alla presenza di sindaci e di un consulente tecnico, replica puntuale agli attacchi subiti senza alcun contraddittorio. Circostanza, quest’ultima, che lo induce ad informare il Prefetto. Dunque, questione numero “uno”: se a Mazzocchio si avverte un odore molesto, esistono altre cause. Numero “due”: non è necessario che qualcuno si scomodi a sollecitare controlli alla Sep, “gli ultimi controlli, per una singolare coincidenza, sono stati pressoché concomitanti alla richiamata assemblea del 4 luglio scorso (riunione con i sindaci, ndr)”. L’amministratore della Sep è un fiume in piena e va avanti dritto.

“La Sep – afferma Ugolini – è una società sufficientemente strutturata; è oltremodo riduttivo ricondurre o identificare le politiche aziendali con sporadici contatti o dichiarazioni di singoli esponenti, peraltro sforniti di funzioni rappresentative. L’impegno della società in questi quattordici anni è certificato dalla sostanziale ricostruzione dell’intero impianto, operazione funestata anche da agenti avversi, quale un incendio di accertata natura dolosa e dalla revisione delle sue tecnologie, sempre adeguate alle migliori tecniche disponibili”.

Alla riunione tra comitati e sindaci è stato lamentato il fatto che la società Sep non avrebbe mantenuto “promesse”, non meglio precisate. “Non è chiaro il riferimento alle promesse fatte dalla proprietà, ma se per esse si intendono quelle relative alla realizzazione di un nuovo sito – spiega deciso l’amministratore unico della Sep – in cui confinare le operazioni che generano maggior impatto odorigeno (spremitura), allora è bene precisare che la Provincia di Latina ha rilasciato a una nostra consociata la sollecitata autorizzazione in tal senso, soltanto lo scorso 29 giugno, di talché sono in corso tutte le procedure necessarie a garantire l’operatività del nuovo sito nel più breve tempo possibile, nella certezza che anche detta soluzione possa avere un impatto risolutivo sull’astratto rischio di liberazione di emissioni maleodoranti”.

Dunque, Ugolini affronta l’aspetto più controverso del dibattito di questi giorni: il caso di Rida Ambiente, stranamente citato dai comitati del comprensorio di Mazzocchio, anche nel corso della riunione-assemblea con i sindaci.

“In queste ultime settimane – afferma – si tende a mettere in relazione i fastidi asseritamente prodotti dalla Sep, con le determinazioni degli enti competenti che hanno vietato alla Rida Ambiente la possibilità di trattare rifiuti organici, fino ad indurre alcuni dei sindaci intervistati a rilasciare improvvide dichiarazioni del tipo … si stava meglio quando si stava peggio…, censurate dalla storia più recente. A chi fa gratuito appello alle legalità, infatti, ricordiamo che le determinazioni a carico della Rida Ambiente sono frutto di riscontrate violazioni di legge, la cui valutazione sarà certamente demandata al prudente apprezzamento dell’autorità giudiziaria competente più che al sensazionalismo di questo o di quell’amministratore di turno. A chi, invece, sottolinea come il conferimento dei rifiuti organici in altri impianti avrebbe garantito una migliore qualità della vita dei cittadini di Mazzocchio, ricordiamo che non v’è sito dedicato al trattamento dei rifiuti che non sia stato accompagnato dalla costituzione di comitati locali che ne contestano la legittimità”. Per Ugolini a Mazzocchio e dintorni sembra applicarsi alla lettera l’espressione di derivazione anglosassone “Nimby”, acronimo inglese per Not In My Back Yard, che significa “non nel mio cortile”.

Insomma, secondo l’amministratore unico della Sep, si starebbero diffondendo dichiarazioni che eserciterebbero una possibile incidenza “sul mercato della libera concorrenza e sui meccanismi attraverso i quali gli enti pubblici sono chiamati (si tratterebbe di un obbligo giuridico, a dire il vero) a scegliere il proprio contraente”. “È di queste ore – afferma – la notizia di un sollecitato intervento del Prefetto. Siamo certi che qualsiasi iniziativa dovesse seguire in tal senso, non trascurerà l’elementare regola del contraddittorio (sempre seguita nel passato ad opera dell’allora Prefetto pro-tempore)”. Da qui la trasmissione del suo intervento al Prefetto di Latina, avvertendo che “la Sep reagirà in ogni sede ad attacchi incontrollati e strumentali che abbiano il solo scopo di demolirne l’immagine o limitarne l’operatività e la libera concorrenza sul mercato”.

Nel suo lungo intervento Ugolini non risparmia critiche neanche nei confronti del consulente tecnico sceso in campo al fianco del comitati: “Se è vero che ‘… bisognerebbe conoscere e monitorare l’impianto per poter fare una valutazione approfondita ‘ (questo, il virgolettato presente nell’articolo pubblicato il 4 luglio su latinacorriere.it attribuito al dottor Fabrizio Martinelli), allora sarebbe auspicabile evitare esternazioni intempestive circa possibili profili illeciti a noi ascrivibili, almeno prima di aver effettuato quelle verifiche che separano un parere tecnico da una mera indicazione di principio che, se compatibile con le dinamiche tipiche di un privato cittadino che ritenga di aver subito una lesione del proprio diritto, lo è meno per un tecnico qualificato, peraltro investito di speciali funzioni di rappresentanza di un’intera categoria”.

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