“I dipendenti Latina Ambiente vanno assunti dall’Abc senza concorso”. Napolitano smentisce Lucarelli e minaccia le barricate

Un gruppo di dipendenti della Latina Ambiente e il segretario generale Filas Francesco Napolitano

“Tutti gli studi del professor Lucarelli non trovano riscontro con il contratto che regola la categoria”. Non usa mezzi termini il segretario generale della Federazione italiana lavoratori ambiente e servizi (Filas) Francesco Napolitano. Il referente nazionale numero 1 del sindacato, che ha tra i propri iscritti il 22% dei lavoratori di igiene ambientale della Latina Ambiente, non ha dubbi sul fatto che il personale della società mista in fallimento debba essere assunto ex novo dalla costituenda azienda speciale Abc del Comune di Latina senza alcun concorso, o selezione come dir si voglia.

Il contratto di categoria di riferimento, secondo Napolitano, è Utiliatalia (ex Fedarambiente) che all’articolo 6 stabilisce che “l’impresa subentrante assume ex novo, senza effettuazione del periodo di prova, tutto il personale in forza a tempo indeterminato – ivi compreso quello in aspettativa – addetto in via ordinaria allo specifico appalto/affidamento che risulti in forza presso l’azienda cessante nel periodo dei 240 giorni precedenti l’inizio della nuova gestione in appalto/affidamento previsto dal bando di gara e alla scadenza effettiva del contratto di appalto”.

Stesso concetto espresso dall’assessore all’ambiente Roberto Lessio in occasione della commissione consiliare congiunta Bilancio-Ambiente, di lunedì scorso. Ma le parole di Lessio erano state subito smentite dal professor Alberto Lucarelli dell’Università di Napoli, coordinatore del pool che ha curato per conto del Comune di Latina il progetto di costituzione dell’Abc. Secondo Lucarelli la possibilità dell’assunzione dei dipendenti della fallita Latina Ambiente sarebbe stata legata all’inserimento delle clausole di salvaguardia nel contratto di servizio e successivamente nella previsione di particolari criteri per l’avviso pubblico di selezione.

“Non sanno quello che dicono – sbotta Napolitano -. A Palermo con l’amministrazione guidata dal sindaco Leoluca Orlando sono stati assunti ex novo 2.000 dipendenti della ex Amia nella nuova azienda comunale con procedura diretta, come previsto dall’allora contratto nazionale Federambiente. Il contratto di servizio regola il rapporto tra il Comune e l’azienda speciale, l’assunzione del personale è altra cosa e compete al management aziendale che dovrà rispettare la contrattazione nazionale. La Latina Ambiente è obbligata a comunicare alla subentrante Abc i nominativi con relativi inquadramenti professionali del personale in forza e che risulti avere acquisito i 240 giorni di anzianità di servizio presso la stessa azienda uscente”.

E’ un fiume in piena il segretario generale della Filas che sul caso di Latina minaccia le barricate qualora non siano garantiti i diritti dei lavoratori. “I dipendenti della Latina Ambiente, a cui non va certo additata la responsabilità del fallimento societario né la scelta dell’amministrazione comunale di gestire in proprio il servizio igiene – aggiunge Napolitano – hanno diritto ad un’assunzione diretta nella nuova azienda, con assunzione ex novo e contrattazione di categoria pubblica nonché diritti acquisiti maturati con la Latina Ambiente. Il resto sono chiacchiere e noi siamo pronti alle barricate. Abbiamo chiesto al sindaco Damiano Coletta e all’assessore Lessio un incontro. Ma ad oggi non siamo stati ancora ricevuti. E questo è il risultato. Ho letto in questi giorni di piani B, come quello della cessione di ramo d’azienda. Follia, applicata al terrorismo psicologico in danno dei lavoratori”.

Il segretario generale confida nell’esame congiunto tra le parti prima dell’avvio del nuovo servizio, per la tutela dei lavoratori e per la garanzia di un servizio ottimale da rendere ai cittadini di Latina anche in termini di un incremento di raccolta differenziata.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato, sezione V, contenuto nella sentenza 820 depositata il 20 febbraio 2014, chiarisce che le assunzioni presso le aziende speciali debbano avvenire con le procedure selettive tipiche della pubblica amministrazione.  “… si tratta di procedure poste in essere da soggetti qualificabili come Pubbliche Amministrazioni – si legge infatti nella sentenza -, per le quali vige il principio del concorso pubblico, esse sono in tutto e per tutto assimilabili alle procedure concorsuali dell’ente pubblico (il Comune) cui l’Azienda Speciale è strumentale; con la conseguenza che la selezione in oggetto, anche se fosse giuridicamente imputabile all’Azienda Speciale, non può che importarne regime giuridico e disciplina e, quindi, per ciò che qui interessa, non può che comportare il rispetto del principio di imparzialità amministrativa nell’assunzione…”.

“Chiaro e impeccabile – afferma il segretario generale Filas -. Quanto dice il Consiglio di Stato, e fa bene a ribadirlo per evitare mercimonio ‘politico’ con le assunzioni, si riferisce all’assunzione di personale che l’azienda speciale prevede in aggiunta a quello in forza al vecchio gestore del servizio di igiene urbana. Fine della storia”.

Segretario, lei ha citato l’articolo 6 del contratto Utilitalia che prevede l’assunzione diretta dei lavoratori per così dire uscenti purché abbiano lavorato negli ultimi 240 giorni prima della nuova gara. Ma a Latina non ci sarà nessuna gara ma un affidamento diretto: lei è proprio certo che questo articolo 6 è applicabile nella situazione di Latina? “Vale anche per l’affidamento diretto e /o cambio di gestione. Non ci sono dubbi”, ha affermato concludendo il segretario Napolitano.  

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