Latina, azienda speciale per i rifiuti: interpretazione double face sull’Abc di Lucarelli

277
Alberto Lucarelli

All’Abc o ci credi o non ci credi. Perché nessuno ha la verità in tasca, tanto più che non è stato valutato alcun rischio. Non nel senso che non c’è, ma che non lo si conosce affatto. E allora chi finora è rimasto convinto che il Comune di Latina potrà gestire “in casa” il servizio rifiuti attraverso una propria azienda speciale, senza farsi del male, avrà trovato conforto nelle parole del professor Alberto Lucarelli che ha coordinato lo studio giuridico commissionato dall’amministrazione di Lbc, per la costituzione dell’Azienda bene comune, redatto da Bruno De Maria e Sergio Vilone. Chi finora si è mostrato scettico, al contrario, ha tratto dalle stesse parole conclusioni diametralmente opposte. Doppia visione anche per gli altri odierni interventi registrati nell’ente di piazza del Popolo.

Oggi in Comune a Latina si sono tenute, in seduta congiunta, le commissioni Bilancio e Ambiente presiedute dai consiglieri Massimo Di Trento e Dario Bellini per l’esame della proposta di delibera di Consiglio comunale necessaria alla costituzione dell’azienda Abc per la gestione del servizio di igiene urbana. Invitati a partecipare i componenti del gruppo di lavoro del Centro universitario interdipartimentale “Raffaele D’Ambrosio” dell’Università di Napoli Federico II, nelle persone degli avvocati Lucarelli, De Maria e Vilone, gli assessori Giulio Capirci e Roberto Lessio, i dirigenti Giuseppe Manzi e Francesco Passaretti, quest’ultimo assente. Assenti anche i referenti della società cooperativa Erica a cui l’amministrazione di Lbc aveva affidato, sulla base di uno studio già effettuato per il Comune ed “opportunamente aggiornato” (ha giurato Lessio), apposito studio di fattibilità “tecnica” dell’operazione in materia di servizio ambientale: fallito anche il tentativo, da parte di Bellini, di collegamento skype. Presente invece il segretario/direttore generale Rosa Iovinella.

La prima partita double face si è avuta con il parere del collegio di revisione economico-finanziaria sulla bozza di delibera da sottoporre al Consiglio comunale. L’assessore Capirci ha definito il parere reso “rassicurante” poiché positivo alla variazione di bilancio di 400 mila euro per la dotazione dell’azienda speciale. Laddove il collegio si è riservato “una più articolata e compiuta analisi degli atti previsti dall’articolo 114, comma 8 del Tuel ed in particolare del Contratto di Servizio, allegato al Piano Programma, del Budget Economico Triennale e del Piano degli Indicatori”, la traduzione di Capirci è stata che l’organo di revisione si è riservato su documenti successivi all’atto di costituzione dell’azienda speciale, che saranno sottoposti al Consiglio comunale in un secondo tempo. A smorzare il tono trionfalistico dell’assessore al Bilancio ci ha pensato il consigliere comunale Massimiliano Carnevale (Pd) facendogli notare che la sua interpretazione era del tutto soggettiva e che in definitiva il parere favorevole del collegio era esclusivo alla mera variazione di bilancio di 400mila euro.

Iovinella, incalzata dalle domande del consigliere Nicola Calandrini (FdI), ha poi ammesso che il piano finanziario è parte integrante della delibera in discussione e che sarà “validato” successivamente in modo da far certificare il piano ufficiale, blindato. Dunque, l’impegno finanziario dell’operazione Azienda speciale, il cui cronoprogramma – allegato allo studio di Napoli e quindi alla delibera presto all’esame del Consiglio – prevede l’accensione di un mutuo di 12 milioni di euro a partire da gennaio 2018, sarà valutato dai consiglieri con il pacchetto della delibera per la costituzione dell’azienda e non successivamente. Iovinella ha tentato di tranquillizzare dicendo che in questa fase si è solo all’inizio dell’operazione e che la vera sfida si avrà con la gestione dell’azienda speciale. “E tanto per iniziare – ha ribattuto Calandrini – spendiamo 400mila euro e ci impegniamo con un mutuo di 12 milioni. Io non sono contrario all’azienda speciale ma non condivido nulla di questi passaggi. Lei, segretario, ci dia prova di stare in buona fede e firmi il parere di conformità alla delibera che arriverà in Consiglio comunale”.  Sulla questione “conformità”, Iovinella ha dribblato giustificando la sua firma per il parere tecnico fornita non in qualità di segretario né al posto del dirigente del servizio Ambiente ma come coordinatrice del gruppo di lavoro interno al Comune istituito ad hoc.

Particolarmente atteso il contributo del professor Lucarelli che, dopo aver fornito ai commissari informazioni di natura giuridica sulle caratteristiche dell’azienda speciale rispetto alla municipalizzata e alla società in house, ha subito affermato che bisogna guardare con attenzione al fatto che le aziende speciali non falliscono mai. E allora chi voleva tranquillizzarsi ha creduto che ciò potesse costituire un vantaggio per il Comune. Al contrario gli scettici hanno visto nello specchio non solo la mancata previsione di procedure fallimentari ma anche l’accollo dei debiti da parte del Comune.

Dunque, la questione occupazionale. L’assessore Lessio, ad inizio seduta, dopo aver fatto un po’ di “commenti” sulle dirigenti che si sono alternate al servizio Ambiente, ha tentato di chiarire a tutti, azzardando improbabili combinati disposti, che il personale della fallita Latina Ambiente sarebbe stato assorbito all’istante dalla costituenda azienda speciale in virtù del fatto che quest’ultima avrebbe potuto contrarre come un privato. Peccato la smentita del professor Lucarelli che, essendo arrivato un po’ in ritardo, non poteva sapere cosa aveva detto poco prima il delegato Lbc all’Ambiente. Ad ogni modo, con la neutralità di un professionista che si rispetti, il professore dell’Università Federico II di Napoli, ha spiegato che il contratto di servizio (questo sì che sarà approvato in un secondo momento) potrà contenere (non è un obbligo, ha sottolineato più volte Lucarelli) le clausole di salvaguardia, sostenute da una volontà politica, per il mantenimento occupazionale riscontrato al momento della dichiarazione di fallimento della Latina Ambiente. Lo stesso Lucarelli ha aggiunto che l’assunzione da parte dell’Azienda Speciale dovrà passare per un avviso pubblico di selezione. Di natura privatistica il rapporto di lavoro regolato da contratto collettivo del settore specifico con oneri previdenziali Inps e assicurativi Inail, di natura pubblica la modalità di assunzione. Il consigliere Alessandro Calvi, a scanso di equivoci, si è fatto ripetere il concetto. E allora il professor Lucarelli ha poi aggiunto che esiste la sostenibilità giuridica (che non è un obbligo) della clausola di salvaguardia e che nei criteri di selezione eventualmente si può prevedere la “provenienza” del dipendente da assumere che dovrà comunque sottoporsi all’”esame”. La consigliera Nicoletta Zuliani (Pd) è entrata nello specifico chiedendo, visto che si applica una modalità di assunzione pubblica, se il “curriculum” – in termini di carichi pendenti di un certo numero di dipendenti della Latina Ambiente – avrebbe potuto influire sulla possibilità di assunzione. A questo punto il pool di Napoli se da una parte ha sostenuto la validità del valore dell’integrazione sociale di soggetti che hanno scontato il loro debito con la giustizia dall’altro ha anche detto che la reale situazione andrebbe valutata caso per caso e che comunque, questo aspetto, non rientrava nel compito assegnatogli. Anche in questo caso c’è stata una doppia interpretazione. I sostenitori dell’Abc hanno visto un futuro roseo per il personale della Latina Ambiente le cui condizioni contrattuali, nel nuovo posto di lavoro, non potranno che migliorare. Sempre più perplessi gli scettici, sia per tutte le incognite rimaste insolute (criteri di selezione, punteggi) e rinviate al contratto di servizio, sia per mancati chiarimenti sul rispetto del patto di stabilità.


Le foto della commissione consiliare congiunta Bilancio – Ambiente che si è tenuta oggi pomeriggio nell’aula “Enzo De Pasquale” nel palazzo municipale di Latina e di seguito un intervento del professor Alberto Lucarelli dell’Università Federico II di Napoli e del direttore generale del Comune Rosa Iovinella.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

LE VOSTRE OPINIONI

commenti