Latina, alta diagnostica: il piano B della Fondazione Roma al vaglio di tecnici individuati da Comune e Provincia

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Sebastiano Fidotti ed Ettore Squillace della Fondazione Roma

Che i livelli qualitativi siano gli stessi del protocollo d’intesa per la realizzazione a Latina del centro di alta diagnostica. E’ quanto ribadito nella delibera di Consiglio comunale approvata oggi all’unanimità, al termine di un lungo dibattito nel corso del quale sono stati invitati ad intervenire il presidente della Provincia di Latina Eleonora Della Penna e i rappresentanti della Fondazione Roma e dell’università “La Sapienza”, Sebastiano Fidotti ed Ettore Squillace, Carlo Della Rocca e il professor Costanzo.

Dopo la mancata autorizzazione da parte della Regione Lazio per “ragioni tecniche” all’istallazione dell’apparecchiatura ibrida PET-RM, la Fondazione Roma nel ribadire la volontà di realizzare a Latina il centro di alta diagnostica ha proposto, in alternativa al superamento delle ragioni tecniche – per le quali la stessa Regione si è resa disponibile -, un piano B per la rimodulazione del progetto che è stato illustrato in aula sulla base di una relazione messa a disposizione dei consiglieri soltanto ieri.

Il nuovo progetto, nella sua rimodulazione – ha affermato la Fondazione Roma – ,“non si discosta dal precedente per le finalità, che rimangono incentrate da una parte sull’attività di ricerca clinica universitaria e dall’altra sull’attività diagnostica clinica per la popolazione meno abbiente (privato sociale)”. Il nuovo progetto proposto prevede la sostituzione dell’apparecchiatura ibrida PET-RM con un tomografo RM a 3T 2; l’’implementazione tecnologica della già prevista apparecchiatura TC multistrato a doppia energia (Somatom Definition Force, Siemens, Germania), il potenziamento dell’infrastruttura di gestione e analisi delle immagini (sistema RIS-PACS) con l’accesso alla rete internazionale di ricerca e sviluppo della Siemens (“Frontier” per la TC e “IDEA” per la RM), la prosecuzione dell’attività di “privato sociale”, con l’installazione ulteriore di un Mammografo con Tomosintesi di ultima generazione, di un apparecchio ecografico di prima fascia e di un telecomandato per Radiologia digitale e quindi la modifica del Protocollo di Intesa, della Convenzione Quadro e delle Convenzioni attuative.

Nulla quaestion sulla necessità di stare al passo con la tecnologia – la Pet Rm rientrante nell’accordo è un macchinario di cinque anni fa – ma chi ha detto che il macchinario sostitutivo sia equiparabile? La Fondazione Roma. Di fronte al piano B, il Consiglio comunale – dal sindaco ai consiglieri di maggioranze e opposizioni – si è trovato d’accordo con la soluzione proposta dal presidente della Provincia, ovvero di avvalersi di tecnici di parte per valutare se il nuovo progetto proposto dalla Fondazione Roma sia all’”altezza” di quello originario. Motivo per cui la deliberazione all’ordine del giorno della seduta odierna per “dare mandato al sindaco di adottare ogni utile iniziativa affinché siano mantenuti gli standard qualitativi e la finalità sociali del progetto Centro di Alta Diagnostica” quale “obiettivo strategico” dell’amministrazione comunale, è stata emendata e votata nel seguente modo: di dare mandato al sindaco, di concerto con il presidente della Provincia di Latina, di individuare una o più figure tecniche per valutare in merito alla comparazione dei macchinari per l’eventuale rimodulazione dell’accordo di programma, di dare atto altresì che la proposta eventualmente rimodulata sarà così riproposta in Consiglio comunale per gli adempimenti di competenza.

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